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Leone XIV a Rimini: perché un Papa torna al meeting dopo 44 anni. L’attesa del popolo di Cl

(reuters)

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Dopo Wojtyla all’epoca della guerra fredda né Ratzinger né Bergoglio hanno partecipato. Una parte dei ciellini non ha gradito le riforme volute da Francesco. Il Pontefice agostiniano ha visitato in questi mesi Napoli, Pompei, Acerra, Lampedusa, Pavia e Assisi
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Leone XIV partecipa al meeting di Rimini, sabato prossimo, il primo Papa ad andare alla kermesse di Comunione e liberazione dopo Giovanni Paolo II in piena guerra fredda nel lontano 1982.

Francesco e Benedetto

Papa Francesco, che nel corso del suo pontificato ha pungolato Cl suscitando i malumori di una parte del movimento, non è mai andato a Rimini né lo aveva fatto Benedetto XVI, che pure i ciellini consideravano un Pontefice più benevolo nei loro confronti.

Un pacchetto di viaggi

Dalla scelta di Robert Francis Prevost traspare il desiderio di promuovere l’unità della Chiesa, includendo le diverse anime del cattolicesimo italiano e mondiale sin nella scelta dei suoi viaggi. Non è un caso che il viaggio a Rimini sia stato annunciato, a febbraio scorso, insieme al “pacchetto” di trasferte italiane di questi mesi: Napoli e Pompei, a maggio, dove il Pontefice nato a Chicago ha toccato con mano la devozione popolare campana, Acerra, lo stesso mese, dove si è piegato sulle sofferenze dell…

Leone XIV partecipa al meeting di Rimini, sabato prossimo, il primo Papa ad andare alla kermesse di Comunione e liberazione dopo Giovanni Paolo II in piena guerra fredda nel lontano 1982.

Francesco e Benedetto

Papa Francesco, che nel corso del suo pontificato ha pungolato Cl suscitando i malumori di una parte del movimento, non è mai andato a Rimini né lo aveva fatto Benedetto XVI, che pure i ciellini consideravano un Pontefice più benevolo nei loro confronti.

Un pacchetto di viaggi

Dalla scelta di Robert Francis Prevost traspare il desiderio di promuovere l’unità della Chiesa, includendo le diverse anime del cattolicesimo italiano e mondiale sin nella scelta dei suoi viaggi. Non è un caso che il viaggio a Rimini sia stato annunciato, a febbraio scorso, insieme al “pacchetto” di trasferte italiane di questi mesi: Napoli e Pompei, a maggio, dove il Pontefice nato a Chicago ha toccato con mano la devozione popolare campana, Acerra, lo stesso mese, dove si è piegato sulle sofferenze della “terra dei fuochi”, Pavia, a giugno, dove ha pregato sulla tomba di Sant’Agostino, e poi – il 4 luglio, festa dell’indipendenza Usa – a Lampedusa, sulle orme di papa Francesco, per ricordare al mondo – e agli Stati Uniti di Trump – l’importanza di accogliere gli immigrati, e infine a inizio agosto ad Assisi per incontrare i giovani partecipanti a un pellegrinaggio francescano.

Da Andreotti a oggi

Ora Leone interviene alla 47esima edizione del meeting per l'amicizia fra i popoli suscitando grandi attese nel popolo ciellino. Popolo che, va detto, è molto cambiato rispetto all’epoca del protagonismo politico che politici come Giulio Andreotti e Silvio Berlusconi incoraggiarono e Giovanni Paolo II benedisse. Il Papa polacco, che aveva conosciuto Cl già prima di salire sul soglio pontificio, si recò a Rimini ad agosto del 1982, poco dopo aver dovuto rinunciare ad un viaggio nella sua Polonia all’epoca sotto la guida del generale Jaruselski. Negli anni successivi Wojtyla avrebbe visto in Comunione e liberazione uno degli avamposti della sua strategia ecclesiale di “presenza” nella società e nella politica italiana, cementata peraltro da un comune sentire anti-comunista, che ebbe nel cardinale Camillo Ruini il suo interprete più efficace. Alternativa alla “scelta religiosa” di Azione cattolica, evocata da Giorgia Meloni, in modo piuttosto grossolano, proprio dal palco di Rimini l’anno scorso. E confermata con convinzione da Benedetto XVI, che però si tenne sempre a distanza dal meeting di Rimini.

Le riforme di Francesco (e Leone)

Quando papa Francesco fu eletto, nel 2013, Comunione e liberazione aveva già cominciato a mutare, non da ultimo a causa dei guai giudiziari che coinvolsero Roberto Formigoni, uno degli esponenti di spicco del movimento fondato da don Luigi Giussani (1922-2005). Una certa vulgata vuole che Bergoglio fosse ostile a Comunione e liberazione; e di certo, nel corso del suo pontificato, ha pungolato il movimento sia a parole – quando ha invitato i ciellini a evitare l’auto-referenzialità o a non ridurre l’eredità di Giussani ad un “museo di ricordi” – sia nei fatti. Bergoglio ha commissariato i “Memores Domini”, associazione laicale legata a Cl, ha impresso al movimento un profilo meno politicizzato, tramite il successore di don Giussani, il sacerdote spagnolo Julian Carron, e infine ha imposto – non solo a Cl ma a tutti i movimenti e le associazioni laicali del mondo – una riforma interna sull’elezione dei propri vertici, il limite di mandati, la trasparenza su questioni delicate come le finanze e le denunce degli abusi. Linea riformista mal digerita da una parte dei ciellini – e ora impersonata dal nuovo presidente, il laico Davide Prosperi – e ora confermata, di fatto, da Leone XIV.

Bergoglio e Cl

Quel che spesso di dimentica è che, in realtà, Bergoglio ha imposto a Cl e agli altri movimenti queste riforme non per mortificarli ma per rivitalizzarli. “In realtà”, ha scritto Lucio Brunelli, “nessun papa ha mai espresso in pubblico la propria personale riconoscenza a don Luigi Giussani (“il bene che quest’uomo ha fatto a me e alla mia vita sacerdotale”,) come Francesco in diverse circostanze”. Da arcivescovo di Buenos Aires aveva stretto amicizia con don Giacomo Tantardini, capofila della branca romana di Comunione e liberazione. La stessa teologia di Francesco, incentrata sulla testimonianza del Vangelo, era tutt’altro che lontana dalla sensibilità ciellina.

Non solo meeting

Ora a Rimini arriva il Papa agostiniano, e tra i ciellini c’è grande attesa di cogliere nelle sue parole e nei suoi gesti un’indicazione sul proprio futuro. A riprova del fatto che la visita non è dedicata solo a Cl, però, la mattina di sabato il Papa americano farà una prima tappa a San Marino, e dopo aver visitato la fiera di Rimini si trasferirà in cattedrale, prima di tornare a Roma, per incontrare i fedeli della diocesi romagnola.

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