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Majorino: “Disastro annunciato dopo la vergognosa mossa su Ceuta”

(ansa)

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Il responsabile Migranti del Pd: “Questa situazione è responsabilità di Meloni. L’immigrazione è vista come danno da ridurre”
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Sarcasmo e preoccupazione. «Brava Meloni: ha fatto la guerra a Sánchez per inseguire Vannacci. E questo è il risultato: un clamoroso testacoda», denuncia il responsabile Migranti del Pd, Pierfrancesco Majorino. «Bene avrebbe fatto, invece, a seguire Madrid. Che ora sull’espulsione dei dublinanti frena e sta dando una lezione di stile e solidarietà».

Majorino, sia sincero: non ha sorpreso anche voi questo effetto domino dei Paesi europei, ben cinque, contro l’Italia?

«Più che effetto domino contro l’Italia, parlerei di un disastro annunciato. E le responsabilità sono due: scolpite. Da una parte i governi nazionalisti, Italia in testa, che vivono l’immigrazione come un problema da buttare sugli altri. E dall’altra delle istituzioni europee che hanno avuto poco coraggio».

Il governo italiano ha spezzato un equilibrio già compromesso?

«In questi anni la destra radicale ha in più Paesi egemonizzato il campo delle politiche sull’immigrazione. Un vento forte che alla fine ha detto una cosa: …

Sarcasmo e preoccupazione. «Brava Meloni: ha fatto la guerra a Sánchez per inseguire Vannacci. E questo è il risultato: un clamoroso testacoda», denuncia il responsabile Migranti del Pd, Pierfrancesco Majorino. «Bene avrebbe fatto, invece, a seguire Madrid. Che ora sull’espulsione dei dublinanti frena e sta dando una lezione di stile e solidarietà».

Majorino, sia sincero: non ha sorpreso anche voi questo effetto domino dei Paesi europei, ben cinque, contro l’Italia?

«Più che effetto domino contro l’Italia, parlerei di un disastro annunciato. E le responsabilità sono due: scolpite. Da una parte i governi nazionalisti, Italia in testa, che vivono l’immigrazione come un problema da buttare sugli altri. E dall’altra delle istituzioni europee che hanno avuto poco coraggio».

Il governo italiano ha spezzato un equilibrio già compromesso?

«In questi anni la destra radicale ha in più Paesi egemonizzato il campo delle politiche sull’immigrazione. Un vento forte che alla fine ha detto una cosa: l’immigrazione è un danno da ridurre. E questo impazzimento non è che l’esito».

Cosa avrebbe dovuto fare Roma?

«Quello che mai è riuscita a fare: mettere in discussione in Europa il regolamento di Dublino. Invece ha giocato all’isolamento per fare da vittima. Poi c’è stata Ceuta. Con quella vergognosa mossa contro la Spagna. Una pagina orrenda che mette in discussione il senso stesso dell’Europa come luogo della condivisione delle responsabilità e della cooperazione».

Il messaggio della destra è: noi ce ne occupiamo?

«Peccato che la destra non abbia mai puntato sull’efficacia della gestione dell’immigrazione. Anzi, spesso i provvedimenti sembrano puntare sull’opposto: far sì che l’immigrazione sia l’emergenza eterna per speculare sulla paura».

E la corsa di Vannacci pesa particolarmente su questo terreno?

«Sì, il giochino si è estremizzato con Vannacci, oggi certo c’è la competizione a chi è più fascista. Ma l’esito è disastroso per le nostre comunità, per un sistema d’accoglienza massacrato e, se mi è consentito, pure per gli esseri umani coinvolti. Vorrei ricordare che di questo stiamo parlando: di persone».

E ora, sul braccio di ferro in corso con Germania, Austria, Svizzera, Finlandia e Svezia, il governo può dire che si tratta “di pochi casi”?

«Roma non può contestare proprio nulla, invece. Perché ha contribuito attivamente a creare questo caos».

Quindi come dovrebbe comportarsi l’Italia?

«Dovrebbe guidare una svolta. Innanzitutto cambiando la propria legge, la Bossi-Fini, che crea più irregolari. Il Pd ha presentato da mesi una proposta su questo, rigorosa, prima firma Delrio. Si dovrebbe partire da lì. E a livello europeo servirebbe il contrario del Patto. Che è micidiale».

Cosa, in concreto?

«Servirebbe la redistribuzione della responsabilità e dei numeri dell’accoglienza. E un grande piano in Italia e in Europa per l’integrazione. Perché il problema non è oggi nei numeri di quanti arrivano, ma nel fatto che finiscono per essere sfruttati nei campi o mano d’opera dell’illegalità. Abbiamo i braccianti schiavi che ci portano il pomodoro a tavola. Bisognerebbe avere il coraggio di occuparsi di questo. La destra non lo farà. Dovremo farlo noi».

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