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Ranucci via da Report: esulta la destra, l’ira dell’opposizione

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I 5S: editto Meloni. Il Pd: esito già scritto. La Russa: “Sono felice, programma pretestuoso”
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La sinistra difende Ranucci e mette in guardia su una possibile strategia punitiva. La destra applaude la scelta dei vertici Rai, tirando sospiri di sollievo dopo stagioni di attacchi a Report. Alla notizia della sostituzione del conduttore della trasmissione, la politica si divide.

Secondo la segretaria del Pd Elly Schlein si tratta di un obiettivo raggiunto: «Era già scritto che Ranucci non venisse confermato». Al contrario, Fratelli d’Italia guida il carro dei vincitori: «Ora Report torni finalmente a fare il suo vero mestiere, il giornalismo d’inchiesta credibile», dicono i meloniani, «dopo anni in cui la sua funzione originaria è stata distorta a organo di faziosa propaganda politica e ideologica».

Ancora, il presidente del Senato…

La sinistra difende Ranucci e mette in guardia su una possibile strategia punitiva. La destra applaude la scelta dei vertici Rai, tirando sospiri di sollievo dopo stagioni di attacchi a Report. Alla notizia della sostituzione del conduttore della trasmissione, la politica si divide.

Secondo la segretaria del Pd Elly Schlein si tratta di un obiettivo raggiunto: «Era già scritto che Ranucci non venisse confermato». Al contrario, Fratelli d’Italia guida il carro dei vincitori: «Ora Report torni finalmente a fare il suo vero mestiere, il giornalismo d’inchiesta credibile», dicono i meloniani, «dopo anni in cui la sua funzione originaria è stata distorta a organo di faziosa propaganda politica e ideologica».

Ancora, il presidente del Senato La Russa si dice felice, «erano trasmissioni pretestuose e a senso unico». E su X il segretario della Lega Matteo Salvini scrive: «Giusto così. Ora si faccia chiarezza». Sull’altro fronte, il leader M5s Giuseppe Conte parla di «un conto aperto che avevano da tempo», mentre Barbara Floridia — senatrice M5s, già presidente della commissione di vigilanza Rai — grida al golpe: «L’Italia ripiomba nei tempi bui dell’editto bulgaro di Berlusconi con l’“Editto Meloni”. Hanno marginalizzato le poche voci scomode rimaste».

A chiedersi secondo quali esigenze editoriali e organizzative l’ormai ex conduttore Rai sia stato rimosso dal suo incarico sono stati in molti. «Immagino che i vertici Rai non avranno problemi a far sapere perché la vittima di un attentato venga sostituito dal programma che conduceva» ha dichiarato il presidente Fnsi Vittorio di Trapani.

Quel che salta all’occhio, secondo Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs, è il fatto che «non ci sia stato un reale coinvolgimento della redazione, costretta ad apprendere la decisione dalle agenzie». Insomma, il sospetto è che il progetto pensato da tempo fosse quello di «chiudere l’esperienza di Report con Ranucci».

A crederlo è sicuramente Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria Pd ed europarlamentare, che aggiunge: «Questa destra non ama il giornalismo d’inchiesta perché controlla il potere, fa domande, scava, verifica e porta alla luce quello che preferirebbe non vedere raccontato, soprattutto alla vigilia della campagna elettorale per le politiche del 2027».

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