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Primarie, Schlein agli alleati: “Smettiamola di parlare di noi”

Elly Schlein a Genova (leoni)

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La leader alla festa dell’Unità a Genova: “Discutiamo di problemi concreti”. Taruffi: “Se necessario le faremo”
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ROMA – Un avviso agli alleati, che la segretaria Pd rivolge sotto forma di suggerimento: «Capisco sia un dibattito interessantissimo ma la mia posizione non cambia. Suggerisco di smetterla di parlare di noi», piuttosto bisogna «parlare dei problemi concreti degli italiani». Arrivando alla festa dell’Unità di Genova, Elly Schlein prova a spazzar via la discussione che ruota attorno alle primarie. Il giorno prima a sollevare la questione, con toni di chi ha perso la pazienza, era stato il leader M5S Giuseppe Conte: «Se non vogliono farle lo dicano».

A distanza di ventiquattro ore arriva la replica dei vertici dem: «Noi lavoreremo al programma come abbiamo detto tutti da tempo poi, affinato il programma comune con gli alleati, decideremo su tutto il resto», spiega Schlein che invita ad affrontare i temi «come sanità, lavoro, scuola, la politica industriale».

Al Nazareno nessuno si sbilancia finché non si saprà con certezza con quale legge elettorale si andrà al voto. È la «variabile diri…

ROMA – Un avviso agli alleati, che la segretaria Pd rivolge sotto forma di suggerimento: «Capisco sia un dibattito interessantissimo ma la mia posizione non cambia. Suggerisco di smetterla di parlare di noi», piuttosto bisogna «parlare dei problemi concreti degli italiani». Arrivando alla festa dell’Unità di Genova, Elly Schlein prova a spazzar via la discussione che ruota attorno alle primarie. Il giorno prima a sollevare la questione, con toni di chi ha perso la pazienza, era stato il leader M5S Giuseppe Conte: «Se non vogliono farle lo dicano».

A distanza di ventiquattro ore arriva la replica dei vertici dem: «Noi lavoreremo al programma come abbiamo detto tutti da tempo poi, affinato il programma comune con gli alleati, decideremo su tutto il resto», spiega Schlein che invita ad affrontare i temi «come sanità, lavoro, scuola, la politica industriale».

Al Nazareno nessuno si sbilancia finché non si saprà con certezza con quale legge elettorale si andrà al voto. È la «variabile dirimente». Se le nuove regole imporranno l’indicazione del premier, si ragiona in ambienti dem, le primarie diventeranno inevitabili. Altrimenti resterà l’opzione di affidare la candidatura al leader della forza che prenderà più voti. Ipotesi di cui Conte non vuol sentir parlare.

Aprendo la Festa nazionale a Reggio Emilia, il responsabile organizzazione del Pd, Igor Taruffi, invita anche lui a dare «più attenzione al popolo vero, di cui non dobbiamo avere paura anche quando lo dovremo chiamare, se sarà necessario, a scegliere chi guiderà il centrosinistra». Se necessario, appunto. Concetto che non dà rassicurazioni all’ex premier.

Schlein non si appassiona alla vicenda, piuttosto rilancia: «Il governo è in pezzi», attacca la leader dem, mettendo in fila le crepe sugli extraprofitti, la Lega «spaccata» con il Nord sulle barricate, la rincorsa di Forza Italia a Vannacci e la «mossa della disperazione» sul ballottaggio e la legge elettorale. «Chi si occupa dei problemi degli italiani? Nessuno», è la stoccata che riporta la partita sul programma dell’alternativa. Una piattaforma alla quale anche Conte continua a lavorare spingendosi anche su un terreno più scivoloso per la sinistra: la sicurezza. E, dal giornale online Rinascita, tiene insieme integrazione, investimenti e corridoi umanitari, avvertendo tuttavia che il costo sociale dell’immigrazione non può essere «scaricato» sui ceti popolari.

Dal canto suo Schlein annuncia la riforma della Rai, se il centrosinistra andrà al governo. Dice che Giorgia Meloni «chiusa nel palazzo» non ha nulla festeggiare perché «la crescita è a zero» e garantisce che il centrosinistra andrà unito alle prossime elezioni: «Gli italiani finalmente hanno un’alternativa che tre anni fa, quando io sono stata eletta segretaria, non esisteva perché il centrosinistra non c’era più». Altra stoccata rivolta agli alleati.

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