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Emma Bonino e le due figlie Aurora e Rugiada: la storia dell’affido

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In passato la leader radicale aveva preso in affido due bambine
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Emma Bonino, la storica leader radicale appena scomparsa, sulla possibile maternità una volta disse: “Un figlio è per sempre e questo ‘per sempre’ dentro non ho mai avuto il coraggio di dirmelo. Ho avuto altri tipi di coraggio, ma questo no”. Eppure, nonostante non abbia mai avuto figli biologici e avesse deciso di abortire a 26 anni, durante la sua esistenza Bonino ha preso in affido due bambine, Rugiada e Aurora.

La politica radicale aveva raccontato così la sua decisione: "Aurora e Rugiada erano figlie di due donne che avrebbero voluto abortire, ma che non erano riuscite a farlo. Siccome mi ero particolarmente affezionata a queste due donne, ho tenuto con me le loro bambine quando sono nate".

Così, dal giorno alla notte, Bonino si …

Emma Bonino, la storica leader radicale appena scomparsa, sulla possibile maternità una volta disse: “Un figlio è per sempre e questo ‘per sempre’ dentro non ho mai avuto il coraggio di dirmelo. Ho avuto altri tipi di coraggio, ma questo no”. Eppure, nonostante non abbia mai avuto figli biologici e avesse deciso di abortire a 26 anni, durante la sua esistenza Bonino ha preso in affido due bambine, Rugiada e Aurora.

La politica radicale aveva raccontato così la sua decisione: "Aurora e Rugiada erano figlie di due donne che avrebbero voluto abortire, ma che non erano riuscite a farlo. Siccome mi ero particolarmente affezionata a queste due donne, ho tenuto con me le loro bambine quando sono nate".

Così, dal giorno alla notte, Bonino si era ritrovata a dover gestire la sua fittissima agenda politica con il ruolo di madre e tutto quello che ne concerne. Tanto che alla fine ha dovuto riconoscere quali fossero i propri limiti decidendo di separarsi da Aurora e Rugiada per dare loro una maggiore stabilità.

Su questa scelta la leader radicale aveva confessato di recente: “Con Rugiada ho mantenuto dei rapporti molto cari mentre con Aurora no, che d'altronde era la mascotte del partito. Mi chiamavano mamma ed è venuto naturale ed abbiamo continuato così. Il distacco è stato terribile, l'idea di rientrare in casa in silenzio è stato terribile”.

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