Quando, alle cinque della sera, il tabellone luminoso che registra i voti espressi dai senatori fotografa la retromarcia di Meloni e dei suoi Fratelli sulle preferenze libere — invocate per anni a parole, ma al dunque negate nei fatti — fra i banchi del Pd Francesco Boccia e Alessandro Alfieri si scambiano un sorriso: largo come il campo che a palazzo Madama le ha provate tutte per scardinare le …