Inchiesta Mps-Mediobanca, braccio di ferro sulle chat: il Senato chiede nuovi chiarimenti ai pm
di Giuseppe Colombo , Rosario Di RaimondoUna partita a scacchi. O meglio, un braccio di ferro. È quello che va in scena ormai da mesi tra la Procura di Milano, che indaga sulla scalata a Mediobanca, e i parlamentari di Camera e Senato, ai quali i pm chiedono una sorta di autorizzazione preventiva per accedere alle chat dell’ex dirigente del Mef Marcello Sala. Il motivo? L’allora dirigente del Tesoro, quando gli è stato sequestrato il telefonino nell’ambito dell’inchiesta, ha fatto presente di conservare comunicazioni con diversi ministri, deputati e senatori, coperti dunque dall’immunità. E quindi i magistrati hanno chiesto un via libera per leggere le conversazioni. Ma ieri, da Palazzo Madama, è arrivata un’altra richiesta di chiarimenti. La seconda. Che allunga ancora i tempi.
Come nasce il caso
L’indagine sul risiko bancario vede indagati Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri e Luigi Lovaglio per il presunto concerto che ha portato alla conquista di Piazzetta Cuccia. A maggio, i pm chiedono di visionare le cha…
Una partita a scacchi. O meglio, un braccio di ferro. È quello che va in scena ormai da mesi tra la Procura di Milano, che indaga sulla scalata a Mediobanca, e i parlamentari di Camera e Senato, ai quali i pm chiedono una sorta di autorizzazione preventiva per accedere alle chat dell’ex dirigente del Mef Marcello Sala. Il motivo? L’allora dirigente del Tesoro, quando gli è stato sequestrato il telefonino nell’ambito dell’inchiesta, ha fatto presente di conservare comunicazioni con diversi ministri, deputati e senatori, coperti dunque dall’immunità. E quindi i magistrati hanno chiesto un via libera per leggere le conversazioni. Ma ieri, da Palazzo Madama, è arrivata un’altra richiesta di chiarimenti. La seconda. Che allunga ancora i tempi.
Come nasce il caso
L’indagine sul risiko bancario vede indagati Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri e Luigi Lovaglio per il presunto concerto che ha portato alla conquista di Piazzetta Cuccia. A maggio, i pm chiedono di visionare le chat tra Sala e nove parlamentari. A partire dai vertici dell’Economia: il ministro Giancarlo Giorgetti, il suo vice Maurizio Leo e il sottosegretario Federico Freni; il sottosegretario Fdi alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, il vicepremier e ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini, il suo vice Edoardo Rixi, il deputato Giulio Centemero, il leghista Massimiliano Romeo e Antonio Misiani, ex viceministro Pd dell’Economia. Il cellulare di Sala, per questo motivo, non è ancora stato “aperto”. Dai messaggi, però, potrebbero emergere dettagli interessanti sull’inchiesta, per esempio sulle mosse che portarono il Mef a dismettere il 15% di quote di Mps con una procedura ritenuta dai pm opaca.
Il primo botta e risposta
Da Roma, nei mesi scorsi, è arrivata una prima richiesta di chiarimenti in procura. Che potrebbe essere vista anche come una frenata. E’ davvero “indispensabile” visionare questi messaggi? Quali sono le ragioni investigative? Come sono state estrapolate le chat? I pm Luca Gaglio e Giovanni Polizzi, con l’aggiunto Roberto Pellicano, hanno risposto ad agosto. Il senso della nota inviata ai parlamentari è questo: abbiamo bisogno intanto di capire l’effettiva esistenza di queste chat, poi leggerle e, nel caso siano importanti per l’indagine, dovremo chiedere un’altra autorizzazione per acquisirle nel rispetto dell’articolo 68 della Costituzione.
La nuova richiesta di chiarimenti
Ieri, 25 settembre, un’altra fumata nera. La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di palazzo Madama ha chiesto, in una lettera alla procura, di conoscere i nomi dei parlamentari oggetto dell'acquisizione delle comunicazioni avvenute con Sala prima dell'inizio del loro mandato. Da quanto si è saputo, la valutazione sull'acquisizione di queste comunicazioni (quelle avvenute prima dell'inizio del mandato) è negativa. Per la Giunta, infatti, l'immunità parlamentare si estende anche a prima dell'inizio del lavoro in Parlamento (esclusi i reati). Da sempre - dicono - la difesa delle prerogative di un parlamentare si estende anche al periodo precedente.
I tempi che si allungano. E la sorpresa dei pm
Sembra un modo per prendere ancora tempo. La sensazione è confermata da un altro elemento: la Giunta ha inviato una lettera a ciascuno dei senatori coinvolti per informali che sono oggetto di attenzione da parte della procura. E si dà loro fino a 2 settimane per chiedere di essere auditi o presentare una memoria. Ad ogni modo, la comunicazione arrivata ieri a Palazzo di Giustizia ha suscitato sorpresa, se non irritazione. Nei prossimi giorni, da Milano, partirà dunque un’altra risposta.