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Legge elettorale, approvata fiducia all’articolo 1. Opposizioni protestano: “È incostituzionale”

(ansa)
Giovedì l’approvazione finale del provvedimento a scrutinio segreto, centrodestra in agitazione. Contrari da M5S a Iv e appello alle deputate della maggioranza: “Così avremo un Parlamento mascolinizzato”
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Legge elettorale al rush finale. L’aula della Camera ha approvato - con 226 sì e 147 no e 3 astenuti - la fiducia, chiesta dal governo, sull'articolo 1 della riforma della legge elettorale. Ora si procede con le dichiarazioni di voto e la votazione sulla fiducia posta dall’esecutivo sull'articolo 2 (che riguarda analogamente l'elezione del Senato della Repubblica). Domani (mercoledì) si passa all'articolo 3. Sono i primi tre articoli architravi dell'intero sistema disegnato dal centrodestra, un proporzionale con premio di maggioranza e obbligo di indicazione del candidato premier (il cui nome, però, non figurerà sulla scheda).

L’articolo 1 della legge elettorale

L'articolo 1 del Melonellum, modificato al Senato, contiene le nuove modalità di voto per l'elezione degli onorevoli. Gli elettori avranno a disposizione sulla scheda un mix tra capolista bloccati e preferenze (fino a 3). Nel passaggio al Senato è stata cancellata la norma anti-cespugli ma sono aumentate da 1.500 a 6mila (a collegio) le firme necessarie ai nuovi partiti per concorrere alle elezioni politiche.

Ieri il governo, come preannunciato, con il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, ha posto alla Camera la questione di fiducia sugli articoli 1, 2 e 3 della riforma della legge elettorale, così come modificati dal Senato in seconda lettura. Sull'articolo 8, anch'esso da approvare, non viene posta la fiducia. La votazione finale del provvedimento è in calendario per giovedì mattina.

Tensione nella maggioranza

Cresce l’attesa (e la tensione) nel centrodestra per il via libera definitivo che sarà a scrutinio segreto. Precettati, com’è già avvenuto per le pregiudiziali, tutti i deputati, compresi ministri e sottosegretari. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata chiara con i deputati della maggioranza: se la legge viene affossata, si va subito alle urne. Voto anticipato e accorpamento con le Comunali? “Crediamo che solo dopo aver concluso l'iter sull'autonomia differenziata, si possano fare ipotesi di elezioni anticipate. Non prima", è il commento del capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, all’Ansa. Il vicepremier forzista Antonio Tajani è invece favorevole ad arrivare alla fine della legislatura", dice lasciando la Camera dopo il primo voto di fiducia sulla legge elettorale.

Le reazioni

Ieri, in aula, le opposizioni hanno puntato il dito contro la tripla fiducia annunciata dal ministro Ciriani. “Una scelta indegna”, l’hanno definita. E anche oggi le proteste continuano. "Questo è uno schiaffo al Parlamento", "è una legge che sfida la Costituzione e l'Italia intera, libera e democratica", sostiene la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, in dichiarazione di voto. La pensa così anche Nicola Fratoianni di Avs: "Mi auguro che nel voto dell'aula di Montecitorio sulla legge elettorale accada qualcosa nei prossimi giorni, ma naturalmente perché accada deve succedere qualcosa tra le fila della maggioranza perché hanno i numeri dalla loro per imporre tutto ciò che vogliono, come hanno fatto peraltro in tutta la legislatura – afferma – Me lo auguro perché considero questa proposta di legge un provvedimento per molti aspetti viziato da elementi di incostituzionalità”. "Il governo e la presidente del Consiglio a pochi mesi dal voto propongono una legge elettorale su misura per tentare di conservare il potere che le è stato dato pro tempore ma ritiene di avere per grazia ricevuta" comportandosi come "il bambino che porta via la palla perché le regole non gli piacciono più" raccontando che "lo fa per la stabilità", dice la capogruppo di Avs Luana Zanella intervenendo in dichiarazione di voto e annunciando il voto contrario del suo partito. Vota no alla fiducia al governo anche Italia viva, fa sapere Roberto Giachetti. Che rivolgendosi alla maggioranza attacca: “Voi qui avete blindato un testo, avete messo la fiducia perché eravate divisi dalla testa fino ai piedi tanto che stamattina è ancora necessario che la presidente faccia sapere attraverso i suoi colonnelli che se per caso ci fosse lo scherzetto si andrebbe subito alle elezioni". Vittoria Baldino, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, aggiunge: “Mettete la fiducia perché abbiamo visto cosa succede quando i vostri parlamentari si sentono liberi di votare. Questa fiducia non è una prova di forza ma di un'estrema debolezza politica, è la paura del Parlamento, dei franchi tiratori e dei vostri parlamentari. Se non vi fidate dei vostri parlamentari perché gli italiani si dovrebbero fidare di voi?”.

No alla fiducia anche da Azione perché, osserva la deputata Elena Bonetti, “vogliamo impedire una sciagura per la democrazia: cacciare le donne dalle istituzioni. I capilista bloccati potranno essere soli uomini e le donne presenti nel listone potranno essere candidate al secondo posto. Chi vi dice il contrario - osserva rivolta alle altre deputate - sta mentendo. Noi potremo avere un Parlamento di soli uomini, sarebbe previsto a norma di legge. Meloni insisteva per le preferenze", così "in una stanza di sherpa, soli uomini, gli alleati hanno detto va bene alle preferenze ma tu ci lasci mani libere per candidare soli uomini nelle posizioni ad elezione sicura. Questa è la merce di scambio, esito di un potere machista", infatti questa legge si dovrebbe chiamare "Machellum". "Mi appello a voi e agli uomini che sentono la responsabilità di garantire" un futuro paritario alle "proprie figlie”, conclude Bonetti.

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