Salvini: “Se riconfermato, chiederò stop soldi a Kiev”. E svela il nuovo simbolo senza il nome
di Matteo Pucciarelli"Questo congresso, se mi risceglierete come segretario, mi darà il mandato di andare in Consiglio dei ministri a portare la posizione chiara della Lega: non possiamo continuare a mandare soldi all'Ucraina". Così il vicepremier Matteo Salvini al congresso della Lega.
Il leader ha annunciato e mostrato alla platea un nuovo simbolo senza il suo nome: la scritta Lega grande sopra, l'Alberto di Giussano al centro e la dicitura gialla sotto “Italia federale”. Un logo che "tiene insieme il passato, il presente e il futuro", ha aggiunto.
Al termine del suo intervento sono cominciate le operazioni di voto per scegliere il segretario federale. Fonti vicino ai delegati di Massimo Garavaglia, che si è a sua volta candidato segretario contro Salvini, chiedono trasparenza: "Hanno dato disposizioni di rendere riconoscibile il voto, per esempio scrivendo il nome di Salvini sulla scheda in un modo particolare a seconda della regione di provenienza dei delegati".
L’intervento dello sfidante Garavaglia
…"Questo congresso, se mi risceglierete come segretario, mi darà il mandato di andare in Consiglio dei ministri a portare la posizione chiara della Lega: non possiamo continuare a mandare soldi all'Ucraina". Così il vicepremier Matteo Salvini al congresso della Lega.
Il leader ha annunciato e mostrato alla platea un nuovo simbolo senza il suo nome: la scritta Lega grande sopra, l'Alberto di Giussano al centro e la dicitura gialla sotto “Italia federale”. Un logo che "tiene insieme il passato, il presente e il futuro", ha aggiunto.
Al termine del suo intervento sono cominciate le operazioni di voto per scegliere il segretario federale. Fonti vicino ai delegati di Massimo Garavaglia, che si è a sua volta candidato segretario contro Salvini, chiedono trasparenza: "Hanno dato disposizioni di rendere riconoscibile il voto, per esempio scrivendo il nome di Salvini sulla scheda in un modo particolare a seconda della regione di provenienza dei delegati".
L’intervento dello sfidante Garavaglia
Garavaglia, in caso di vittoria, ha proposto una squadra per la leadership: "Se dovessi vincere, io voglio al mio fianco, e davanti a me, questi fuoriclasse: Zaia, Durigon, Giorgetti, ovviamente Matteo Salvini. Noi i fuoriclasse li abbiamo".
"Abbiamo provato comprando un giocatore e non ha funzionato”, ha detto il senatore leghista, in riferimento a Roberto Vannacci. “Ma un giocatore è sul mercato e se arriva un'offerta migliore, se ne va. Se invece peschi dal vivaio, lì c'è l'attaccamento alla maglia. Bene dobbiamo pescare dal vivaio e abbiamo fuoriclasse che tutti ci invidiano”.
Le critiche di Giorgetti
Secondo giorno del congresso della Lega, tra tutto un profluvio di grandi complimenti e salamelecchi a Matteo Salvini, irrompe Giancarlo Giorgetti. Il ministro dell'Economia parla col solito tono felpato, con serenità, ma dice delle cose nette che marcano una certa distanza dal vicepresidente del Consiglio (eppure sono seduti accanto). La prima è questa: "Io credevo e credo nella Lega nazionale ma non credo nella Lega nazionalista, credo nella Lega delle identità, che è quello che ci distingue dall'omologazione".
Secondo, altro passaggio, sullo stato di saluto del Carroccio: "Va tutto bene? No, non va tutto bene. Lo percepiamo chiaramente che abbiamo dei problemi. Se parti da 0 sei contento di fare l'8%. Il problema è che se a Bergamo dove erano abituati a fare il 50%, fanno il 20% si incazzano". Un chiaro riferimento, e comprensivo, al ribellismo lombardo degli ultimi mesi, con la federazione di Bergamo della Lega in prima linea nel contestare la linea di Salvini.
Terzo punto, da sottolineare. "Una cosa deve essere chiara: senza la Lega di lotta non si va al governo. Poi attenzione al circolo vizioso, quando stai troppo al governo ti atrofizzi, diventa tremendamente difficile tornare a essere di lotta. Dobbiamo trovare il giusto mix". Si sa che Giorgetti ha un lunghissimo e fraterno rapporto con Massimo Garavaglia, lo sfidante di Salvini alla guida del Carroccio. Il suo non è un endorsement in chiaro, ma comunque un segnale che conta.