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Che cos’è uno sciopero?

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A ogni piccola o grande conquista dei lavoratori, sul calendario del diritto di sciopero si segna una tacca. Non c’è neppure bisogno del ciclone Zohran Mamdani per sapere la strada maestra
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Lungi dal pensare che a un happy hour fuori orario, incastrato tra un fine settimana e qualche giorno feriale, la destra di Giorgia Meloni (che pure fu destra sociale) dimentichi il modello happening o adunata sul pratone del Circo Massimo a Roma in occasione degli scioperi nazionali. Piaccia o dispiaccia, la destra di governo sa piuttosto bene che uno sciopero è l’occasione per dire “Basta” alle scelte dell’esecutivo quando non sono condivise dai lavoratori o del tutto o in parte, quando sono invise.

Quindi uno sciopero - per provare a circoscrivere il concetto - , è lasciare sul tavolo una giornata di lavoro - la retribuzione di un giorno – per affermare la protesta, la bandiera, la convinzione.

Una occasione piuttosto seria e importante.

In genere lo sciopero è strumento per un negoziato, una trattativa sindacale. Dovrebbe portare a un risultato, a una sintesi. Non è detto. Non con questi chiari di luna.

Ma lo sciopero è stato anche arma “fine del mondo”, quando salta la controrifo…

Lungi dal pensare che a un happy hour fuori orario, incastrato tra un fine settimana e qualche giorno feriale, la destra di Giorgia Meloni (che pure fu destra sociale) dimentichi il modello happening o adunata sul pratone del Circo Massimo a Roma in occasione degli scioperi nazionali. Piaccia o dispiaccia, la destra di governo sa piuttosto bene che uno sciopero è l’occasione per dire “Basta” alle scelte dell’esecutivo quando non sono condivise dai lavoratori o del tutto o in parte, quando sono invise.

Quindi uno sciopero - per provare a circoscrivere il concetto - , è lasciare sul tavolo una giornata di lavoro - la retribuzione di un giorno – per affermare la protesta, la bandiera, la convinzione.

Una occasione piuttosto seria e importante.

In genere lo sciopero è strumento per un negoziato, una trattativa sindacale. Dovrebbe portare a un risultato, a una sintesi. Non è detto. Non con questi chiari di luna.

Ma lo sciopero è stato anche arma “fine del mondo”, quando salta la controriforma delle pensioni nell’era di Silvio Berlusconi (1994) o quando, nove anni dopo, si fa a braccio di ferro sull’articolo 18.

A ogni piccola o grande conquista dei lavoratori, sul calendario del diritto di sciopero si segna una tacca. Non c’è neppure bisogno del ciclone Zohran Mamdani per sapere la strada maestra. Qui ora, in Italia, si sta parlando di redditi e di salari perché c’è una emergenza salariale ignorata, benché sotto gli occhi di tutti, fatta di lavoro povero e sottopagato.

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