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Atreju non basta, Meloni e il centrodestra sono in calo

Italy's Prime Minister, Giorgia Meloni attends the Atreju political meeting organised by the young militants of Italian right wing party Brothers of Italy (Fratelli d'Italia) on December 14, 2025 in Rome. ANSA/FILIPPO ATTILI/US PALAZZO CHIGI ++++ NPK ++++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++++ 

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Per la prima volta dall’inizio della legislatura osserviamo una piccola flessione che potrebbe diventare tendenza. Per l’opposizione si apre una grande opportunità
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Atreju è stata un successo, ma basterà a invertire una tendenza che per la prima volta dall’inizio della legislatura non appare rosea?

Giorgia Meloni, per la chiusura della kermesse della destra ispirata a uno dei protagonisti del capolavoro di Ende “La storia infinita”, ha riproposto un copione già recitato, ma non per questo meno efficace. Quello della capopopolo di lotta e di governo, ben bilanciato tra i tanti attacchi all’opposizione e una rivendicazione fiera del proprio operato. La premier sa come infiammare e mobilitare una platea amica, e ha messo in mostra tutto il suo repertorio. Ma al di là del comizio finale, tutta la manifestazione è stata abilmente costruita, con un parterre di primo piano, una esibita centralità politica assoluta, alimentata da una notevole trasversalità che ha attratto molti media e un abile lavoro strategico per evitare il confronto con Schlein, con la sponda complice del leader 5 Stelle.

Atreju è stata un successo, ma basterà a invertire una tendenza che per la prima volta dall’inizio della legislatura non appare rosea?

Giorgia Meloni, per la chiusura della kermesse della destra ispirata a uno dei protagonisti del capolavoro di Ende “La storia infinita”, ha riproposto un copione già recitato, ma non per questo meno efficace. Quello della capopopolo di lotta e di governo, ben bilanciato tra i tanti attacchi all’opposizione e una rivendicazione fiera del proprio operato. La premier sa come infiammare e mobilitare una platea amica, e ha messo in mostra tutto il suo repertorio. Ma al di là del comizio finale, tutta la manifestazione è stata abilmente costruita, con un parterre di primo piano, una esibita centralità politica assoluta, alimentata da una notevole trasversalità che ha attratto molti media e un abile lavoro strategico per evitare il confronto con Schlein, con la sponda complice del leader 5 Stelle.

Atreju era sicuramente ciò che serviva a Fratelli d’Italia in una settimana che per l’esecutivo e la sua leader è stata estremamente negativa. Le divisioni sulla politica estera della maggioranza, gli imbarazzi generati da Trump e dalle sue dichiarazioni antieuropee, e soprattutto i sondaggi che mostrano un Paese che inizia ad allontanarsi dal centrodestra. Il governo, già impopolare da tempo, nell’ultimo sondaggio Youtrend per SkyTg24 cala di tre punti in un mese scendendo sotto quota 30%, arrivando al 29%. Più di sette elettori su dieci bocciano l’operato dell’esecutivo. Avevamo già evidenziato il calo importante dei consensi al governo, a cui tuttavia fino ad ora non era mai conseguito un calo delle intenzioni di voto verso il centrodestra, ancora stabilmente avanti grazie al traino di Fratelli d’Italia. Oggi, invece, qualche crepa inizia ad intravvedersi anche sotto il profilo degli orientamenti elettorali: secondo lo stesso sondaggio, Fratelli d’Italia scenderebbe al 27.8% perdendo quasi un punto, ma tutti e tre i partiti principali della coalizione conservatrice perderebbero consensi. In aggiunta, il campo largo sarebbe in testa, superando la destra. Certo, le elezioni sono lontane, la premier (pur in calo anche sul consenso personale, oggi al 31%) rimane la leader con il gradimento più elevato ad eccezione del presidente della Repubblica, eppure all’improvviso il clima pare essere mutato.

Nella storia elettorale italiana, l’impopolarità dei governi non si traduce automaticamente in perdita di voti, o in travasi da parte dell’opposizione. Molti ricorderanno la rimonta roboante di Berlusconi nel 2006, contemporaneamente a capo di un governo largamente inviso agli elettori. Tuttavia, va detto che in Italia dal 1994 in poi non si è mai vista una maggioranza parlamentare confermata dal voto politico. E per la prima volta dall’inizio della legislatura osserviamo come, parallelamente al declino lento ma costante dei consensi al governo, corrisponda una piccola flessione che potrebbe diventare tendenza. Per l’opposizione si apre una grande opportunità: quella di trasformare il vasto scontento verso il governo, misurato dalle rilevazioni di tutti gli istituti demoscopici, in voti. Non è semplice né automatico, ma è una strada che Pd, M5S, Avs, Italia Viva, Più Europa e alleati dovranno percorrere.

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