L'autore francese noto per "Le particelle elementari" (1998) e "La piattaforma" (2001) da oggi ha di nuovo una moglie: è la terza
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I veri romantici sono quelli che indossano giorno e notte la maschera da cinici. Se anche uno come Michel Houellebecq - lo spietato, inafferrabile, provocatorio autore di "Le particelle elementari" - convola, come si diceva una volta, a nozze, allora c'è da farsi due domande. Carla Bruni in Sarkozy ha fatto gli auguri su Instagram allo scrittore, ringraziandolo di aver consentito a lei e consorte di condividere la giornata felice, "il meraviglioso matrimonio". La prescelta è Lysis, vicina di casa dai tratti orientali. Abita due piani sotto di lui, dicono i bene informati.
Le reazioni alla notizia vanno dallo choc totale alla sensazione che Houellebecq maritato sia una contraddizione in termini. Un ossimoro. In verità, non è la prima volta: Houellebecq si era già sposato a vent'anni, e una seconda volta quarantenne, con Marie-Pierre Gauthier. Andata male in entrambi i casi. Ma ritentar non nuoce. Fra i commenti agli auguri postati da Carlà, qualcuno scrive: guardate, sembra completamente assente. Qualcun altro risponde: ma è totalmente emozionato! Tra un "bravò!" e un "magnifique!", lo sconcerto è comunque palpabile.
D'altra parte, da nichilista ruvidissimo, convinto assertore dell'insensatezza dei commerci umani, tutto ti aspetti fuorché una promessa d'amore (quasi) eterno. E invece: se sei nato per spiazzare, spiazzi fino in fondo. E con tanto di bombetta con piuma e frac grigio, a braccetto della sua lei in rosa chiaro, il sessantenne, cupissimo, vissutissimo maestro della letteratura contemporanea capitola di fronte all'amore. Strano? Nemmeno troppo. Perché la grandezza di un'opera come la sua - urticante, angosciosa, spesso fintamente sciatta - è che parlando di tutto, tanto più quando rimesta nel torbido e nel sordido, parla solo della nostra inesausta ricerca d'amore. Matrimonio più, matrimonio meno. Viva gli sposi!