Fernando Aramburu: il mio romanzo è la storia di tutta la Spagna
Dario Pappalardo, di DARIO PAPPALARDOIntervista allo scrittore che ha entusiasmato critica e pubblico europei con "Patria", ora nella collana Biblioteca del mondo di Repubblica
Fernando Aramburu, nato nel 1959 a San Sebastián, nei Paesi baschi, è la vera rivelazione della letteratura spagnola degli ultimi anni. I suoi romanzi (tradotti in Italia da Guanda) hanno saputo raccontare con il respiro di storie collettive i drammi del suo Paese, il terrorismo e la pacificazione. E il suo successo ha superato i confini della Spagna. Patria, affresco fluviale che descrive attraverso la storia di due famiglie gli anni dell'Eta, è considerato il suo capolavoro assoluto. In Italia il libro si è aggiudicato il Premio Strega europeo e uscirà nella collana La Biblioteca del mondo.
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Aramburu, come spiega l'exploit di "Patria", che pur raccontando un periodo preciso della storia recente spagnola, ha avuto successo in paesi molto diversi?
"Tanti lettori si sono emozionati leggendo una storia di persone s…
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Aramburu, come spiega l'exploit di "Patria", che pur raccontando un periodo preciso della storia recente spagnola, ha avuto successo in paesi molto diversi?
"Tanti lettori si sono emozionati leggendo una storia di persone s…
Fernando Aramburu, nato nel 1959 a San Sebastián, nei Paesi baschi, è la vera rivelazione della letteratura spagnola degli ultimi anni. I suoi romanzi (tradotti in Italia da Guanda) hanno saputo raccontare con il respiro di storie collettive i drammi del suo Paese, il terrorismo e la pacificazione. E il suo successo ha superato i confini della Spagna. Patria, affresco fluviale che descrive attraverso la storia di due famiglie gli anni dell'Eta, è considerato il suo capolavoro assoluto. In Italia il libro si è aggiudicato il Premio Strega europeo e uscirà nella collana La Biblioteca del mondo.
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Aramburu, come spiega l'exploit di "Patria", che pur raccontando un periodo preciso della storia recente spagnola, ha avuto successo in paesi molto diversi?
"Tanti lettori si sono emozionati leggendo una storia di persone semplici, che, alla fine, racconta drammi con cui tutti possono identificarsi. E poi, che dire? Evidentemente ha funzionato il modo in cui lo scrittore ha costruito la sua storia".
Come considera la situazione della letteratura oggi nel suo Paese?
"Credo che il genere del romanzo e del racconto stiano attraversando davvero un buon momento in Spagna. Anche con il sostegno dell'editoria indipendente, stanno venendo fuori nuovi nomi di autori molto validi. Ma evidentemente non basta: il talento degli scrittori spagnoli deve vedersela con un indice di lettura che, a mio giudizio, non è all'altezza di quello che ci si aspetterebbe da uno Stato moderno".
Esiste ancora uno specifico letterario "local", nonostante la globalizzazione?
"Cambiano gli scenari, i dettagli, il tempo della narrazione, però i conflitti umani sono gli stessi in tutte le parti. In Spagna, adesso, assistiamo finalmente all'approdo di tantissime donne alla creazione letteraria di qualità".
La letteratura può essere ancora una forma di viaggio alternativo al turismo di massa e low cost?
"Viaggiare significa anche vedere, capire e saper comunicare agli altri quello che si è visto e sentito. In tal senso, la letteratura può fornirci un aiuto inestimabile. Questo aiuto non riguarda esclusivamente l'informazione sui luoghi che non conosciamo. La letteratura ci regala la prospettiva del viaggiatore - la sua esperienza, le sue sensazioni, i suoi pensieri - che poi redige la cronaca del suo viaggio. È questo che conta".
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Aramburu, come spiega l'exploit di "Patria", che pur raccontando un periodo preciso della storia recente spagnola, ha avuto successo in paesi molto diversi?
"Tanti lettori si sono emozionati leggendo una storia di persone semplici, che, alla fine, racconta drammi con cui tutti possono identificarsi. E poi, che dire? Evidentemente ha funzionato il modo in cui lo scrittore ha costruito la sua storia".
Come considera la situazione della letteratura oggi nel suo Paese?
"Credo che il genere del romanzo e del racconto stiano attraversando davvero un buon momento in Spagna. Anche con il sostegno dell'editoria indipendente, stanno venendo fuori nuovi nomi di autori molto validi. Ma evidentemente non basta: il talento degli scrittori spagnoli deve vedersela con un indice di lettura che, a mio giudizio, non è all'altezza di quello che ci si aspetterebbe da uno Stato moderno".
Esiste ancora uno specifico letterario "local", nonostante la globalizzazione?
"Cambiano gli scenari, i dettagli, il tempo della narrazione, però i conflitti umani sono gli stessi in tutte le parti. In Spagna, adesso, assistiamo finalmente all'approdo di tantissime donne alla creazione letteraria di qualità".
La letteratura può essere ancora una forma di viaggio alternativo al turismo di massa e low cost?
"Viaggiare significa anche vedere, capire e saper comunicare agli altri quello che si è visto e sentito. In tal senso, la letteratura può fornirci un aiuto inestimabile. Questo aiuto non riguarda esclusivamente l'informazione sui luoghi che non conosciamo. La letteratura ci regala la prospettiva del viaggiatore - la sua esperienza, le sue sensazioni, i suoi pensieri - che poi redige la cronaca del suo viaggio. È questo che conta".