C'è una cosa che si dimentica parlando di Daniel Defoe, creatore di Robinson Crusoe: Defoe, prima di essere un romanziere è un giornalista. Nel 1704, fonda The Review, una rivista che durerà dieci anni, per cui è a tutti gli effetti uno dei precursori del giornalismo moderno. Questa sua capacità di "descrivere il fatto" è massima in Robinson Crusoe perché, come dice Virginia Woolf, "si tratta sempre del fatto giusto".
Il nostro nuovo Robinson parlerà di fatti, intervisterà personaggi, racconterà storie, farà battaglie. Perché la cultura non è qualcosa che sta lontano dalla vita di tutti i giorni: la cultura è la vita di tutti i giorni. Ma, soprattutto, la cultura è qualcosa che va riportata al centro per garantire un futuro al nostro Paese. La cultura ci ricorda chi siamo e perché facciamo le cose. Per questo la prima copertina del nuovo Robinson è dedicata alla grande battaglia che il nostro giornale ha fatto sulla storia. Quella storia che si voleva cancellare. Tanti sono gli scrittori, gli artisti, i disegnatori, i musicisti che ci hanno fatto gli auguri e così, dopo la copertina, il giornale si apre con le loro testimonianze di affetto che continuano anche sul nostro sito. Molte le abbiamo raccolte al Salone di Torino, dove l'Arena Robinson, in cui si sono succeduti tanti dialoghi, ci ha permesso di incontrare i lettori di persona: una grande comunità piena anche di giovani, come testimoniato dai molti messaggi sui social network.
Aspettiamo anche le vostre di lettere nella nuova rubrica intitolata "Mail nella bottiglia": scrivete quello che pensate del nuovo giornale a robinson@repubblica.it. Molte anche le nuove voci: Alessandro Bergonzoni, Stefano Massini, Silvia Ronchey e... Mercurio. Che ricorda lo storico supplemento nato nel 1989 e allegato, guarda caso, alla Repubblica del sabato. Un modo per rivendicare le nostre radici. A seguire, molte pagine per aiutare i lettori nelle loro scelte: recensioni di libri, classifiche, letteratura per ragazzi, arte, mostre, festival, spettacoli e nuove rubriche dedicate al fumetto, alla fotografia e alle serie tv. Grande attenzione verrà data alla qualità delle interviste (con l'ormai classico "Straparlando" a chiudere) e all'attualità.
Robinson sa che anche dal naufragio si può sopravvivere. Certo, c'è molto lavoro da fare. Ma in fondo è proprio questo il bello.
Il nostro nuovo Robinson parlerà di fatti, intervisterà personaggi, racconterà storie, farà battaglie. Perché la cultura non è qualcosa che sta lontano dalla vita di tutti i giorni: la cultura è la vita di tutti i giorni. Ma, soprattutto, la cultura è qualcosa che va riportata al centro per garantire un futuro al nostro Paese. La cultura ci ricorda chi siamo e perché facciamo le cose. Per questo la prima copertina del nuovo Robinson è dedicata alla grande battaglia che il nostro giornale ha fatto sulla storia. Quella storia che si voleva cancellare. Tanti sono gli scrittori, gli artisti, i disegnatori, i musicisti che ci hanno fatto gli auguri e così, dopo la copertina, il giornale si apre con le loro testimonianze di affetto che continuano anche sul nostro sito. Molte le abbiamo raccolte al Salone di Torino, dove l'Arena Robinson, in cui si sono succeduti tanti dialoghi, ci ha permesso di incontrare i lettori di persona: una grande comunità piena anche di giovani, come testimoniato dai molti messaggi sui social network.
Aspettiamo anche le vostre di lettere nella nuova rubrica intitolata "Mail nella bottiglia": scrivete quello che pensate del nuovo giornale a robinson@repubblica.it. Molte anche le nuove voci: Alessandro Bergonzoni, Stefano Massini, Silvia Ronchey e... Mercurio. Che ricorda lo storico supplemento nato nel 1989 e allegato, guarda caso, alla Repubblica del sabato. Un modo per rivendicare le nostre radici. A seguire, molte pagine per aiutare i lettori nelle loro scelte: recensioni di libri, classifiche, letteratura per ragazzi, arte, mostre, festival, spettacoli e nuove rubriche dedicate al fumetto, alla fotografia e alle serie tv. Grande attenzione verrà data alla qualità delle interviste (con l'ormai classico "Straparlando" a chiudere) e all'attualità.
Robinson sa che anche dal naufragio si può sopravvivere. Certo, c'è molto lavoro da fare. Ma in fondo è proprio questo il bello.