Premio Strega, la seconda volta di Sandro Veronesi
di RAFFAELLA DE SANTIS
Lo scrittore vince la 74esima edizione con "Il Colibrì" davanti a Gianrico Carofiglio e Valeria Parrella
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No, non è un déjà-vu, Sandro Veronesi ha di nuovo vinto lo Strega. Ma è atterrato sull'astronave di un Ninfeo di Villa Giulia imbalsamato dal coronavirus, senza baldoria e senza pubblico, fastoso nelle sue decorazioni rinascimentali, ma irreale come un set di Fellini. Il colibrì (La nave di Teseo) con 200 voti ha battuto La misura del tempo di Gianrico Carofiglio (Einaudi), fermo a 132, sceso in campo per tentare di dare verve a una gara che aveva un vincitore annunciato già prima che la macchina infernale si mettesse in moto.
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Battaglia non facile per Carofiglio, che ha dovuto dividere la sestina dei finalisti con altri due libri della galassia Mondadori: Valeria Parrella autrice di Almarina (Einaudi), terza con 86 voti, storia di un incontro speciale tra due donne nel carcere di Nisida, e Daniele Mencarelli, che ha vinto lo Strega Giovani (Tutto chiede salvezza, Mondadori), quinto con 67. C'è poi stata la variante Gian Arturo Ferrari che ha convinto l'editore Feltrinelli a tornare allo Strega dopo quattro anni, sponsorizzando il suo romanzo d'esordio Ragazzo italiano, arrivato quarto con 70 voti. Dopo una vita nei piani alti dell'editoria di Segrate, Ferrari ha potuto consumare la sua piccola vendetta verso gli ex colleghi mondadoriani, mostrando di avere ancora presa su parte dei 400 Amici della Domenica.
L'unico a divertirsi dentro questo labirinto di strategie incrociate forse è stato Jonathan Bazzi (Febbre, Fandango), sesto con 50 preferenze, l'Achille Lauro del Ninfeo, l'outsider ripescato all'ultimo momento, il più glamour nel suo vestito nero brillante di paillettes, le unghie smaltate scure con sopra scritto f-e-m-m-i-n-u-c-c-i-a. Eppure, nel vuoto metafisico dei giardini, gli scrittori sembravano a loro agio, raggiante Parrella in lungo verde acqua. Unico cruccio essere la sola donna, mentre le sarebbe piaciuto avere come compagna di finale Marta Barone e la sua Città sommersa: "Un libro importante, doveva entrare". Anche Carofiglio sembrava contento, nonostante l'atmosfera sommessa: "È comunque un nuovo inizio". Prima di lasciare il Ninfeo, è passato al tavolo della Nave di Teseo a complimentarsi.
La votazione è stata priva di tensione. Con il vincitore in testa sin dall'inizio. "La pandemia? È tipico degli italiani vincere in condizioni estreme. In questo sono un italiano vero. Rendo con la pistola alla tempia", ha detto Veronesi. A 14 anni dalla vittoria con Caos calmo, pubblicato dalla Bompiani guidata da Elisabetta Sgarbi, lo scrittore ha conquistato di nuovo il podio, con la storia di un altro uomo qualunque che cerca di resistere ai colpi del destino, ai lutti, all'amore mancato, alla malattia. Prima di lui solo Paolo Volponi aveva vinto due volte: nel 1965 con La macchina mondiale e nel 1991 con La strada per Roma.
Ma la doppietta apre diverse incognite e c'è chi si domanda se sia giusto mantenere nel regolamento questa possibilità. Incoraggiati dal risultato, altri ex vincitori potrebbero farsi avanti, col rischio di ridurre la competizione a una gara tra i soliti noti. Il paragone con il mondo anglosassone, dove Margaret Atwood o Colson Whitehead hanno bissato Booker Prize e Pulitzer, regge poco, perché il circolo letterario italiano è meno aperto al ricambio.
Lo Strega è stato comunque sballottato dalla corrente Carofiglio. Non si era mai visto un noir scalare così le vette del premio, un autore di letteratura considerata pregiudizialmente di genere accumulare tanti voti con una storia che fa parte di una serie, quella amatissima dai lettori dell'avvocato Guido Guerrieri. Un tabù è stato infranto. Carofiglio, che aveva già partecipato nel 2012 con Il silenzio dell'onda fermandosi a pochi punti dal podio, ha conquistato tantissimi voti, riuscendo a convincere una giuria diffidente verso il mainstream. La misura del tempo ha venduto finora 350 mila copie. Un successo commerciale che nei premi può diventare un intralcio.
Nelle retrovie alcuni Amici hanno candidamente confessato di non aver letto il libro, marchiato dal "peccato originale" di appartenere a un tipo di narrativa considerato a priori pop. Guerrieri, l'avvocato che indaga nei meandri della giustizia e dell'animo umano, ha saputo accendere la polveriera dello Strega, regalando suspense alla gara. Un risultato che ad un anno dalla scomparsa di Andrea Camilleri, avvenuta il 17 luglio, assume un valore simbolico. Il Ninfeo ieri sera ha voluto dedicare al grande scrittore, mai entrato in cinquina, un tributo video e il ricordo di Corrado Augias.
Da domani gli editori cominceranno a pensare alla prossima stagione. Di certo Einaudi non accetterà di saltare un altro giro e le intese di cordata con i marchi Mondadori e Rizzoli non è detto che si ripetano. E chissà se la Nave di Teseo si accontenterà di rimanere a guardare. La casa editrice di Elisabetta Sgarbi, di cui Veronesi è tra i soci fondatori, non fa parte dei grandi gruppi editoriali ma ha un potere enorme ed è già alla sua terza finale Strega. Gli editor spingeranno per avere una storia sul coronavirus? C'è da scommettere che qualcuno ci sta già lavorando.