I secoli bui. L'oscurantismo. Le paure e le superstizioni. Ma siamo proprio sicuri che è stato il Medioevo l'epoca più scura che l'umanità ha vissuto? E soprattutto quanto e cosa, a cominciare dalla pandemia, ci avvicina a quegli anni di grandi cambiamenti? Se lo chiedono Alessandro Barbero (intervistato da Paolo Di Paolo), Alberto Manguel e Marino Niola sulla copertina di Robinson, in edicola da sabato 31 luglio, che non a caso si intitola "L'estate del Medioevo".
Medievista di formazione, conoscitore della storia militare, straordinario narratore, Barbero ha dedicato diversi dei suoi libri a quest'epoca complessa e stratificata che, per convenzione e per pigrizia, insistiamo a chiamare Medioevo. "L'ultimo pensiero che poteva passare per la mente di un uomo del Medioevo era 'sto vivendo nel Medioevo'. Definire un'epoca", sostiene, "è un'operazione plausibile solo a posteriori. Per questo, capire il tempo che stiamo vivendo, e dargli un nome, sarà possibile solo quando saremo sicuri di come è andata a finire". E poi assicura: "Il Medioevo per come era davvero è un guazzabuglio di contraddizioni. E non era un'epoca particolarmente attanagliata dalle paure".
Eppure il Medioevo è diventato ingrediente dell'immaginario contemporaneo, grazie anche al successo di romanzi come Il nome della rosa e serie tv come The Last Kingdom e Il trono di spade, scrive Marino Niola passando in rassegna ciò che avvicina tanto "ieri" a "oggi": le mascherine, il Papa solo - "nella figura fragile e forte di Bergoglio, vicario di Cristo e servo dei servi di Dio, si è reincarnata l'ombra di Leone Magno che, armato solo della croce va incontro ad Attila, il Flagello di Dio" - il risveglio della natura. Infine, Alberto Manguel ci spiega come fu Petrarca a sostenere che, dopo i bagliori di Greci e Romani, sulla civiltà fosse calato il sole fino al Rinascimento, consegnando così al Medioevo quella cattiva fama che è arrivata sino a noi.
Tra le recensioni che proponiamo questa settimana Viola Ardone ci racconta Nella polvere del poliedrico narratore britannico Lawrence Osborne, autore anche di libri di viaggio e saggi, pubblicato da Adelphi. Mentre torna in libreria il romanzo di Larry McMurtry Voglia di tenerezza (Einaudi), da cui venne tratto il film premiato con cinque Oscar: una storia familiare che non subisce i contraccolpi del tempo e di cui ci dice tutto Alberto Anile. E, ancora, Giancarlo Bosetti ha letto per noi Continente epico dello studioso Nicholas Jubber (Bompiani), che percorre in lungo e in largo la nostra Europa, alla scoperta dei luoghi dei poemi che ne hanno formato l'identità, da Omero a Beowulf. Infine, l'autore da riscoprire questa settimana, a grande richiesta dei lettori, è Umberto Simonetta, raccontato da Stefano Bartezzaghi.
Nelle pagine dedicate ai bambini proponiamo un libro molto estivo e pieno di attività da fare all'aria aperta: si intitola Scava con ArcheoKids e lo firma un collettivo di cinque archeologi professionisti che, in modo chiaro e divertente, spiega ai più piccoli cos'è l'archeologia e perché è tanto importante capire da dove veniamo. A illustrarlo per noi è Ilaria Zaffino.
Venezia dedica invece un doppio appuntamento all'artista tedesco Georg Baselitz, protagonista in laguna con due mostre, a Palazzo Grimani e alla Fondazione Vedova: ce ne parla Cloe Piccoli. Mentre a Torino la Pinacoteca Agnelli ospita un inedito Le Corbusier, visto attraverso la raccolta eccentrica degli oggetti collezionati dal grande architetto: l'ha visitata per noi Olga Gambari.
Protagonista nelle pagine di Spettacoli il cantautore Vasco Brondi che ha dedicato un brano del suo nuovo album alle coste dell'Adriatico e su Robinson ci racconta perché. Infine, lo Straparlando di Antonio Gnoli è con il direttore d'orchestra Daniele Gatti.