Robinson

Notre Dame d'Italie. Sul nuovo Robinson

Notre Dame d'Italie. Sul nuovo Robinson
Torna sul palco dopo vent’anni, con il cast originale, il capolavoro di Riccardo Cocciante. Che ci racconta come è nata la sua "opera popolare", e perché parla del mondo di oggi, in un'intervista a Luca Valtorta. Sul nostro supplemento in edicola da sabato 19 febbraio con Repubblica
2 minuti di lettura

"Ci tengo a chiamarla "opera popolare". Ho voluto staccarmi dall'idea anglosassone del musical che è rispettabilissima, proprio per recuperare la mia identità di europeo, di italiano e francese". Così Riccardo Cocciante, intervistato da Luca Valtorta sulla copertina di Robinson in edicola domani con Repubblica (e tutta la settimana a 1 euro). Si riferisce a Notre Dame de Paris, successo planetario, che in vent'anni dal debutto (a Roma, complice il produttore visionario David Zard) ha totalizzato 13 milioni di spettatori, in Italia e in tutte le nazioni in cui è stato in tournée: un miracolo, perché nel nostro paese non c'era mai stato niente del genere.

Per celebrare il ventennale, la nuova produzione del Teatro degli Arcimboldi Milano riporta dal 3 marzo sul palco (altro miracolo) il cast originale: Giò di Tonno è di nuovo Quasimodo, Vittorio Matteucci è Frollo, Lola Ponce Esmeralda. Cocciante ripercorre la genesi di questo grande spettacolo popolare e delle sue musiche ("fu una febbre di composizione assoluta"), rimarcando la differenza tra l'avventura di comporre canzoni amatissime come Margherita o Bella senz'anima e quella di confrontarsi con un capolavoro della letteratura, cercando al contempo di creare un genere nuovo ("non ci sono arie ma canzoni, insomma siamo andati contro tutte le regole"). Ma soprattutto svela quanto la storia di Notre Dame de Paris, da lui rielaborata insieme a Luc Plamandon nell'originale francese e a Pasquale Panella in quella italiana, parli in realtà al nostro presente. E non solo perché la corte dei miracoli è oggi il popolo degli emarginati, dei sans papiers, dei migranti, ma perché con gli occhi del presente ciascuno di noi - lui incluso - può identificarsi nel personaggio di Quasimodo, trovando forza nella propria unicità e diversità.


Dell'attualità del romanzo cattedrale di Victor Hugo da cui tutto ha origine scrive Corrado Augias, ricordandoci come l'opera struggente di un formidabile genio (nel 1831, quando Notre-Dame de Paris fu pubblicata per la prima volta, Hugo aveva solo 28 anni) sia non solo un libro-mondo votato alla dismisura come l'architettura gotica della chiesa che celebra, ,ma un'opera capace di mettere a confronto il grottesco e il sublime che sono sostanza delle vicende umane. Tocca infine a Stefano Massini, che da drammaturgo ha conosciuto il successo a Brodway con The Lehman Trilogy, accompagnarci dall'altra parte dell'Atlantico alla scoperta dei musical più celebri, cogliendone la centralità per l'immaginario collettivo americano. Perché i titoli che tutti conosciamo, da Jesus Christ Superstar a West Side Story sono qualcosa in più di storie da cantare e ballare, e rappresentano piuttosto la fusione dei generi, teatrali e musicali, al servizio di un'identità multipla e multietnica.


Sul nostro supplemento troverete poi le pagine dedicate alle recensioni delle novità in libreria, per adulti ma anche per ragazze e ragazzi, e quelle dedicate alle rassegne culturali da non perdere, ai fumetti e alle serie tv. Nello spazio dedicato all'arte, invece, Dario Pappalardo ha intervistato il direttore di uno dei più importanti musei al mondo, il Prado di Madrid, Miguel Falomir, sul ruolo dei musei nel XXI secolo, sul Caravaggio ritrovato in Spagna e sul perché, al di là del battage, gli NFT non sono da considerarsi arte (e con Velázquez ancora c'è una certa differenza).


E poi i nostri appuntamenti fissi: la nuova puntata delle cronache di Emmanuel Carrère dal processo di Parigi ai responsabili della strage del Bataclan; lo spazio dedicato a un autore da riscoprire - questa settimana è Vincenzo Cerami raccontato da Alberto Anile - le classifiche dei bestseller (e la top ten stilata dalla nostra redazione), lo Straparlando, con l'intervista di Antonio Gnoli alla filosofa femminista Rosi Braidotti, e infine il torneo letterario ideato da Giorgio Dell'Arti. La nuova sfida è dedicata ai classici russi: sfogliate Robinson fino alla fine per sapere chi sono gli autori illustri che sono già stati eliminati e quelli che invece proseguono la gara, a insidacabile giudizio dei nostri giudici-lettori.