8 marzo. Eva Kant: "Io, prima donna libera del fumetto italiano"
di Eva Kant , di Eva KantIo, Eva Kant, credo di essere l'unico personaggio femminile dei fumetti inventato da due donne negli anni ’60 ad avere una matrice così rivoluzionaria. Sono io a salvare Diabolik e non il contrario già nella mia prima apparizione, quando una cosa simile era impensabile: erano le donne ad essere sempre salvati dagli uomini in qualsiasi tipo di narrazione del tempo: film, sceneggiati tv (come si chiamavano allora) e, appunto, fumetti. Sono stata costruita, inventata, dimensionata come una figura diversa: nel 1963 le donne avevano i capelli cotonati, sembrava che avessero un casco motociclista in testa con sopra i peli appiccicati. E invece io, ero bionda con lo chignon: una pettinatura che ai tempi aveva solo Nonna Papera però, e invece, ancora oggi, 60 anni dopo, è elegante e usata da attrici, cantanti, personaggi vari dello spettacolo e non solo estremamente sofisticati.
Il prototip…!-->!-->
Io, Eva Kant, credo di essere l'unico personaggio femminile dei fumetti inventato da due donne negli anni ’60 ad avere una matrice così rivoluzionaria. Sono io a salvare Diabolik e non il contrario già nella mia prima apparizione, quando una cosa simile era impensabile: erano le donne ad essere sempre salvati dagli uomini in qualsiasi tipo di narrazione del tempo: film, sceneggiati tv (come si chiamavano allora) e, appunto, fumetti. Sono stata costruita, inventata, dimensionata come una figura diversa: nel 1963 le donne avevano i capelli cotonati, sembrava che avessero un casco motociclista in testa con sopra i peli appiccicati. E invece io, ero bionda con lo chignon: una pettinatura che ai tempi aveva solo Nonna Papera però, e invece, ancora oggi, 60 anni dopo, è elegante e usata da attrici, cantanti, personaggi vari dello spettacolo e non solo estremamente sofisticati.
Il prototipo di donna allora era quello della donna formosa mentre io sono alta un metro e 75 e snella. Il mio con Diabolik era un rapporto alla pari. Di lui mi sono innamorata perché è una persona complessa e misteriosa: le sue maschere sono le mille sfaccettature del suo carattere per cui può essere al tempo stesso capace di agire senza un attimo di esitazione con cinismo e persino ferocia ma anche di essere dolce, tenero, sensibile senza essere per questo schizofrenico. Ancora oggi non sono sicura di conoscerlo fino in fondo.
Come tutti i rapporti anche il nostro non è andato sempre liscio: il fatto di essere sua compagna non significa essere un suo clone, a volte mi sono allontanata da lui e viceversa ma alla fine siamo tornati insieme perché sono molte di più le cose che ci accomunano di quelle che ci separano. Sono stata gelosa. Una donna chiamata Sibilla, una che si spacciava per maga, ha affascinato Diabolik e anche me. Avrebbe voluto prendere il mio posto e in parte c’è riuscita. Del resto anch’io ho avuto degli uomini che hanno destato il mio interesse: un archeologo, un falsario e lui in questi casi non ha mai usato il suo lato criminale, è stato rispettoso.
Nel mondo dei fumetti in cui io vivo ci sono oggi alcuni donne con un fascino analogo al mio: in Italia c’è Giulia mentre le eroine americane come Wonder Woman sono sopra le righe. La mia forza è che io, per certi aspetti, sono una donna reale. A proposito all'inizio io e Diabolik dormivamo in letti separati non per ipocrisia ma perché era una cosa che ci era stata imposta da un codice censorio. Spero che in qualche modo io e lui siamo riusciti a influire anche su questo e altri aspetti ipocriti del costume della società italiana, ai tempi molto arretrata. Infatti ogni tanto c'era qualche giudice che per i motivi più disparati faceva sequestra
Ricevo molte lettere di donne che dicono di invidiarmi perché ho un uomo come lui, altre invece mi spingono di essere sempre più indipendenti. C’è stato un momento negli anni ’70 in cui anch'io sono diventata più arrendevole perché il pubblico quasi solo maschile allora scriveva alle mie creatrici di volermi così ma non è durato a lungo: loro ed io ci siamo ribellate anche alle leggi del mercato. Non ci importava di fargli paura a costo di perdere lettori. E oggi sono felice di dire che ho avuto un'altra grande vittoria: oggi un terzo dei lettori di Diabolik sono donne!
Abbiamo anche pensato di avere un figlio a un certo punto ma ci siamo resi conto che è irrealizzabile: la nostra vita non lo permette. Non possiamo avere neanche un pesce rosso perché siamo sempre in fuga. E va bene così. Anche se noi non siamo mai invecchiati viviamo nel mondo di oggi con i cellulari e le nuove tecnologie. E questo è il bello di essere un fumetto.