Tre anni fa impacchettò l’Arc de Triomphe come aveva promesso allo zio prima che morisse, nel maggio del 2020. Sì, perché lo zio è Christo, che fuggito dalla Bulgaria comunista della sua giovinezza, prima a Parigi poi a New York, è diventato uno dei maggiori artisti del Novecento, l’uomo che ha impacchettato il Reichstag e il Pont Neuf. Adesso suo nipote Vladimir Yavachev — che ha raggiunto gli zii a New York giovanissimo e da allora ha sempre lavorato al loro fianco, fino a diventare direttore dei progetti della Fondazione Christo e Jeanne-Claude a Parigi, dove ora vive — mira a costruire una mastaba fatta di barili di petrolio nel deserto mediorientale, versione laica del monumento funerario degli antichi egizi, per realizzare il progetto estremo del maestro visionario di cui è stato braccio destro e confidente sino alla fine.
Proprio all’ultima tentazione di Christo (di cui ad Art Basel, dal 13 al 16 giugno a Basilea, va in mostra il maggiolino Volkswagen avvolto da un telone tenuto da spaghi) è dedicata la copertina di Robinson in edicola domani. Dove Vladimir Yavachev, a Raffaella De Santis che lo ha intervistato, racconta suo zio, il grande artista, il coraggio e l’ostinazione nel realizzare i sogni.
«Da lui e da sua moglie Jeanne-Claude ho imparato a non arrendermi. Questa era la loro filosofia: mettere a fuoco i propri desideri e impegnarsi verso l’obiettivo senza risparmiarsi» confessa. E aggiunge: «La cosa che mi è mancata di più davanti all’Arco impacchettato è girarmi e sentirlo dire ancora: così doveva essere, così la immaginavo».
Non solo Christo però. La lettura di questa settimana è un racconto di Andrew Sean Greer, premio Pulitzer per Less nel 2018, che parla di un papà spaventato dal passato, una mamma che ha paura dell’abisso e un’infanzia marziana… Andate a leggere perché. Tante come sempre poi le recensioni ai libri in uscita. Qui vi anticipiamo quella di Mariarosa Mancuso che ha letto per noi l’autobiografia di John Huston, Un libro aperto, tornato in libreria per La nave di Teseo. Mentre l’autore da riscoprire è Piergiorgio Bellocchio nel ritratto di Filippo La Porta.
Nelle pagine TikTok, Sara Scarafia intervista Rokia, giovane scrittrice da 150 mila copie: 24 anni, bergamasca figlia di una coppia di immigrati marocchini, indossa il velo e rappresenta la scommessa delle seconde generazioni. Mentre Magazzini Salani porta in libreria il suo terzo libro, Guilty. Drunk in love, già campione di vendite, Rokia si racconta a Robinson: l’integrazione difficile, la scrittura per superare il dolore e quella maestra che le ha cambiato la vita. E spazio anche per Heart Bones di Colleen Hoover, ancora in edicola nell’edizione da collezione firmata Robinson: ce lo racconta una lettrice speciale che si è tatuata sul braccio uno dei titoli di Hoover, Eleonora Pasanisi, @eleobooktok.
Nelle pagine dedicate ai ragazzi protagonista la scrittrice e scout letteraria britannica Natasha Farrant in occasione dell’arrivo in Italia del suo ultimo romanzo La nostra casa dal cuore di legno. Dove ritroviamo i temi a lei cari come la natura, l’avventura, l’amicizia, le famiglie non convenzionali e la scoperta della bellezza del pianeta che va preservata. Perché, come ci ha raccontato questa energica e brillante autrice durante il suo recente viaggio nel nostro Paese “a caccia di libri”, «tutti insieme possiamo salvare il mondo».
Questa settimana celebriamo anche il grande ritorno di un re del fumetto: Frank Miller. Ovvero colui che ha fatto diventare adulto il mondo dei supereroi americani, che a Luca Valtorta confessa il suo debito con il fumetto italiano. Ancora un’intervista, quella di Arianna Finos a Ficarra e Picone, per gli spettacoli mentre lo Straparlando è con Carlo Alberto Pinelli.
Nell’arte andiamo invece con Antonio Rocca al Poldi Pezzoli di Milano che riunisce per la prima volta il Polittico agostiniano di Piero della Francesca smembrato dal XVI secolo. Infine, tra i festival vi proponiamo Eyeland-L’isola delle Arti, che racconta la rinascita di Taranto attraverso la valorizzazione dell’arte in tutte le sue espressioni e ha affidato alla fotografa italo-australiana Lisa Sorgini il compito di ricordare con le immagini le “Madri coraggio” del rione Tamburi.