✕

W per Winston: il nuovo Robinson ricorda Churchill

Ascolta l'audio

La lezione del grande statista a cento cinquant’anni dalla nascita. Sul supplemento in edicola da domenica 29 settembre
2 minuti di lettura

Uno stratega, che aveva fatto il soldato e conosceva la guerra, ma più di ogni altra cosa amava la democrazia parlamentare. Uno scrittore di talento, tanto da guadagnarsi un premio Nobel nel 1953. Un grande conoscitore della storia, fin dalle vicende dall’Impero romano. E ancora: un conservatore, un atlantista e anche, non bisogna certo ometterlo, un sostenitore del colonialismo, com’era nello spirito di un uomo nato e cresciuto tra riti e miti dell’aristocrazia britannica, ma anche colui che salvò l’Inghilterra e l’Europa intera dalle mire di Hitler.

Winston Churchill nasceva centocinquant’anni fa, il 30 novembre 1874: alla sua eredità di statista tra i più celebrati del XX secolo dedichiamo la copertina di Robinson in edicola domani con Repubblica. Fernando Gentilini analizza il suo lascito, a partire dalla consapevolezza che il male assoluto rappresentato dal nazismo si poteva battere soltanto grazie all’alleanza tra le nazioni democratiche, fino alle precoci intuizioni sulla natur…

Uno stratega, che aveva fatto il soldato e conosceva la guerra, ma più di ogni altra cosa amava la democrazia parlamentare. Uno scrittore di talento, tanto da guadagnarsi un premio Nobel nel 1953. Un grande conoscitore della storia, fin dalle vicende dall’Impero romano. E ancora: un conservatore, un atlantista e anche, non bisogna certo ometterlo, un sostenitore del colonialismo, com’era nello spirito di un uomo nato e cresciuto tra riti e miti dell’aristocrazia britannica, ma anche colui che salvò l’Inghilterra e l’Europa intera dalle mire di Hitler.

Winston Churchill nasceva centocinquant’anni fa, il 30 novembre 1874: alla sua eredità di statista tra i più celebrati del XX secolo dedichiamo la copertina di Robinson in edicola domani con Repubblica. Fernando Gentilini analizza il suo lascito, a partire dalla consapevolezza che il male assoluto rappresentato dal nazismo si poteva battere soltanto grazie all’alleanza tra le nazioni democratiche, fino alle precoci intuizioni sulla natura sanguinarie dello stalinismo. E si chiede: che posizioni avrebbe avuto Churchill nell’ora più buia che vive oggi l’Europa? Quali sarebbero state le sue opinioni sul conflitto in Medio Oriente e sulla guerra russa all’Ucraina? Di certo, avrebbe affrontato il presente secondo il suo modello di leadership basato, come scrive Maurizio Molinari, su «responsabilità personale e fedeltà alla democrazia», e lo avrebbe fatto con amore per l’efficacia e il pragmatismo. Fucina di slogan rimasti nella storia, a partire dal suo «We never, never, never give up», che sintetizza la volontà di resistere alla tirannide a qualunque costo, Churchill credeva nel potere della parola.

Lo testimoniano, come scrive Enrico Franceschini, le tantissime lettere della sua corrispondenza, edita ora in Italia con il titolo Privata e confidenziale (Utet): una carrellata di missive pungenti, che raccontano la sua vita dall’infanzia alla maturità, dal rapporto con la moglie Clementine agli scambi con gli altri leader del suo tempo, da Chamberlain a Eisenhower.

Proseguiamo come sempre con lo spazio dedicato alle Letture, che questa settimana ospita un testo di Andrei Kurkov, il più celebre autore ucraino, creatore di una serie poliziesca ambientata nella Kiev di oltre un secolo fa, che spiega la necessità di scrivere fiction storiche per capire l’oggi. Ci occupiamo ancora di libri con le nostre recensioni d’autore, con lo spazio del Booktok (dove Sara Scarafia ha intervistato Karim B., giovanissima autrice già bestseller che deve il suo successo al passaparola sui social) e quello dedicato alle letture per i più giovani, dove Claudia Morgoglione ci racconta come l’ironia del grande Mark Twain sia protagonista in un albo illustrato che riporta alla ribalta i suoi Consigli alle bambine.

Al femminile anche le pagine dell’arte, dove l’artista Marina Apollonio, classe 1940, finalmente protagonista una retrospettiva alla Guggenheim di Venezia, si racconta a Cecilia Alemani, e quelle degli Spettacoli, dove Arianna Finos ha intervistato l’attrice americana Halle Berry sul suo ultimo ruolo nell’horror thriller Never Let Go. Chiudiamo come ogni settimana con lo Straparlando: questa volta Antonio Gnoli dialoga con il politologo Marco Revelli.

Leggi i commenti