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Il dibattito sul woke accende l’Arena Repubblica Robinson. Concia: “Trattata da fascista per le critiche al ddl Zan”

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Da un lato l’ex deputata Pd e attivista, dall’altro Diego Passoni e Maura Gancitano: prove tecniche per un dialogo ancora difficile
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Che cos’è il woke? Rivendicazione di spazi, e soprattutto di parole, per dare visibilità a chi è invisibile o un dogma che ridimensiona il diritto di espressione? È stato forse, almeno fino ad ora, l’evento più accesso al’'Arena Repubblica Robinson a Più libri più liberi. Paola Concia, ex deputata del Pd e attivista dei diritti civili, finita al centro delle polemiche per la sua posizione critica sul ddl Zan, Diego Passoni, conduttore di podcast (“Cazzi nostri, cose da maschi” su Onepodcast), e la filosofa Maura Gancitano, hanno provato a fare sintesi su un tema delicatissimo: si può discutere partendo da posizioni fortemente identitarie?

Concia, femminista e lesbica, va all’attacco raccontando che per le sue idee «ha subito la gogna». Ha criticato la legge Zan, non accetta la definizione inclusiva persone con utero perché «cancella le donne». Passoni, invece, omosessuale che nel suo Paese «non ha potuto fare altro che unirsi civilmente», rivendica il dovere di reclamare i propri diri…

Che cos’è il woke? Rivendicazione di spazi, e soprattutto di parole, per dare visibilità a chi è invisibile o un dogma che ridimensiona il diritto di espressione? È stato forse, almeno fino ad ora, l’evento più accesso al’'Arena Repubblica Robinson a Più libri più liberi. Paola Concia, ex deputata del Pd e attivista dei diritti civili, finita al centro delle polemiche per la sua posizione critica sul ddl Zan, Diego Passoni, conduttore di podcast (“Cazzi nostri, cose da maschi” su Onepodcast), e la filosofa Maura Gancitano, hanno provato a fare sintesi su un tema delicatissimo: si può discutere partendo da posizioni fortemente identitarie?

Concia, femminista e lesbica, va all’attacco raccontando che per le sue idee «ha subito la gogna». Ha criticato la legge Zan, non accetta la definizione inclusiva persone con utero perché «cancella le donne». Passoni, invece, omosessuale che nel suo Paese «non ha potuto fare altro che unirsi civilmente», rivendica il dovere di reclamare i propri diritti. Tra loro Maura Gancitano, più vicina a Passoni come posizioni, pone il problema forse più difficile da risolvere: «Possiamo trovare un modo per dialogare civilmente anche se abbiamo idee diverse?». Difficile ma non impossibile.

PLPL24, Gancitano sul tema woke: "Difficile parlare con chi non la pensa come noi. Vale per tutti"

All’Arena, sono moderati dall’inviata di Repubblica Anna Lombardi che, da esperta di Stati Uniti racconta l’origine del woke: significa sveglio, attento, all’erta sui diritti, parola dalla valenza positiva in origine, diventata poi nel tempo sinonimo di liberalismo estremo.

Concia è diretta: «La cultura woke, che chiamiamo così per convenzione anche se la definizione sarebbe più complessa, non fa bene ai diritti civili. Io che sono una donna lesbica, femminista e di sinistra sono sveglia da tutta la vita, da quando ero bambina, e ho fatto battaglie perché tutti ci svegliassimo e i diritti di cittadinanza facessero dei passi avanti. Ma sono contro il dogmatismo e l’ideologia».

«Io sono gay, mancino, cristiano protestante - dice Passoni - appartengo a una minoranza salvata dal woke. Le maggioranze hanno sempre dato un nome alle cose per ribadire e confermare il proprio potere».

Il punto è, a sentire Gancitano, che non si riesce più a discutere: «L’idea che si è diffusa anche in Italia è stata che le istanze delle minoranze generano ineguaglianze. Ma è effettivamente così? Il problema di questo tempo è una frattura sociale: non riusciamo a parlarci appena capiamo che l’interlocutore ha idee diverse dalle nostre». Siamo suscettibili, dice la filosofa. Tutti.

«Io sono finita nella gogna: si è fascisti se si ha una posizione critica su un argomento?», dice Concia che invita la comunità Lgbtq, per ottenere risultati, a ridimensionare le richieste. Ma Passoni non ci sta: «Tu ti sei sposata in Germania, io non posso farlo. La gogna è la deriva dei social e la subiamo tutti».

Sul palco si è parlato anche di linguaggio. «Se il linguaggio inclusivo è quello che cancella le donne non sono d’accordo». Passoni e Gancitano: «Dietro le parole però ci sono persone invisibili». Alla fine, la sintesi, è stata quella di provare a discutere a partire da opinioni diverse «che possono restare distanti anche dopo essersi confrontati», chiosa Gancitano. Un primo tentativo è stato fatto.

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