Il Rinascimento di Andrea Solario in mostra a Milano
di Lavinia GalliAndrea Solario: oRitratto di uomo (1495 circa)
Il 26 agosto del 1857 Otto Mündler e Charles Eastlake, rispettivamente “Travelling Agent” e primo direttore della National Gallery di Londra, giungono a Bergamo alla ricerca di opere da acquistare per la pinacoteca inglese. Ad attenderli è l’amico e connoisseur Giovanni Morelli, desideroso di mostrare loro le sue recenti acquisizioni sul mercato di arte antica. Tra queste, due frammenti – San Giovanni Battista e Santa Caterina d’Alessandria – a firma “andreas mediolanensis 1499” catturano l’interesse di Mündler. Grande studioso e appassionato di Rinascimento italiano, da tempo il tedesco era sulle tracce di questo pittore girovago, attivo non solo a Milano ma anche a Venezia, a Roma e in Francia. Ritrattista e specializzato in quadri da stanza, prevalentemente al servizio di una clientela privata, era un pittore raro da trovare in sedi pubbliche. L’abitudine a utilizzare due diverse modalità di firmare aveva inoltre contribuito a offuscarne il ricordo, creando più di un’identità dal S…
Il 26 agosto del 1857 Otto Mündler e Charles Eastlake, rispettivamente “Travelling Agent” e primo direttore della National Gallery di Londra, giungono a Bergamo alla ricerca di opere da acquistare per la pinacoteca inglese. Ad attenderli è l’amico e connoisseur Giovanni Morelli, desideroso di mostrare loro le sue recenti acquisizioni sul mercato di arte antica. Tra queste, due frammenti – San Giovanni Battista e Santa Caterina d’Alessandria – a firma “andreas mediolanensis 1499” catturano l’interesse di Mündler. Grande studioso e appassionato di Rinascimento italiano, da tempo il tedesco era sulle tracce di questo pittore girovago, attivo non solo a Milano ma anche a Venezia, a Roma e in Francia. Ritrattista e specializzato in quadri da stanza, prevalentemente al servizio di una clientela privata, era un pittore raro da trovare in sedi pubbliche. L’abitudine a utilizzare due diverse modalità di firmare aveva inoltre contribuito a offuscarne il ricordo, creando più di un’identità dal Seicento all’Ottocento. Solo in Francia Andrea Solario aveva lasciato una memoria più distinta, avendo preceduto Leonardo oltralpe.
Ritratto di donna (1500-1505)
Saputo da Morelli che a Milano presso il restauratore Molteni avrebbe trovato un’altra opera firmata di “Andrea da Milano”, vi si precipita due giorni dopo e si trova di fronte una magnifica scena entro un ampio paesaggio boschivo: il Riposo durante la fuga in Egitto. «At Caval[ie]re Molteni’s we found a picture, belonging to Don Giacomo Poldi, a chef-d’oeuvre of Andrea Solario, representing a repose on the flight into Egypt. […] Delicate modelling, most brilliant colour; diligent execution» appunta Mündler. Ricopiando diligentemente la firma “andreas de solario mediolanensis f.1515” sul suo taccuino, Mündler chiosa con entusiasmo: «The inscription proves that “Andrea Solario” and “Andreas mediolanensis” are one and the same artist».
La firma individuata metteva fine a una lunga querelle. Per Mündler, questa scoperta rappresentava – come vedremo – non solo il trionfo delle sue capacità di connoisseur, ma anche il recupero definitivo di una delle personalità più affascinanti del Rinascimento. Da quel momento la fortuna critica e collezionistica del pittore dominerà tutto il secondo Ottocento. Andrea Solario diverrà anche il pittore prediletto di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, che riuscirà a procurarsi altre quattro opere dell’artista. La passione del collezionista è condivisa con i più autorevoli conoscitori che lo ritengono maggiormente originale rispetto agli allievi di stretta osservanza leonardesca, aperto a diverse influenze e mediatore tra la cultura lombarda e quella veneta.
Madonna del cuscino verde
Cinquecento anni fa, nel 1524, durante una violenta pestilenza, moriva a Milano il pittore Andrea Solario, lasciando incompiuta nella Certosa di Pavia la pala dell’altare maggiore, dedicata all’Assunzione della Vergine. Questa importante commissione giungeva al termine di una carriera prospera e variegata. Nato intorno al 1470, Andrea era il fratello minore di Cristoforo Solario, detto “il Gobbo”, celebre architetto e scultore lombardo, che rimarrà vittima della stessa epidemia. La famiglia Solario era originaria di Carona, nei pressi di Lugano, e già dagli inizi del XV secolo aveva dato i natali a numerosi architetti e lapicidi. Di quasi vent’anni più giovane di Leonardo, Andrea non entra a far parte della ristretta cerchia del maestro toscano che, giunto a Milano nel 1482 al servizio di Ludovico il Moro, aveva rivoluzionato la cultura artistica cittadina. Egli spartisce invece la bottega nella parrocchia di San Babila con il fratello scultore, con il quale percorre parte della sua carriera, tra cui un lungo periodo a Venezia verso il 1495, condividendo viaggi, committenze e suggestioni stilistiche.
Ritratto di giovane
Durante il suo soggiorno giovanile a Venezia al seguito del fratello, Andrea riesce a inserirsi nel vivace mercato artistico locale, ottenendo una committenza che lo porta a realizzare una piccola pala per la chiesa di San Pietro Martire a Murano. La Sacra Conversazione, firmata e datata “Andreas Mediolanensis 1495”, è apprezzata e ricordata sin dal Seicento nelle guide cittadine. Dopo la parentesi veneziana, Andrea si stabilisce a Milano. A differenza di Leonardo e dei suoi allievi, che si allontanano all’arrivo dei francesi nel 1499 o poco dopo, egli rimane in città e riesce a conquistare la stima dei nuovi dominatori. Invitato in Francia dal governatore di Milano, Charles d’Amboise, si trasferisce dal 1507 al 1510 circa alla corte dello zio, il cardinale Georges d’Amboise, la figura politica più influente della Francia di Luigi XII e principale artefice della cacciata degli Sforza. Affascinato dal Rinascimento italiano durante i suoi soggiorni nella penisola, il cardinale è determinato a introdurne lo stile nella cultura francese. Andrea diviene il fulcro di questo progetto artistico: non potendo avere Leonardo, il mecenate si rivolge a Solario, per un incarico di frescante e ritrattista presso il castello di Gaillon, in Normandia.
Ritratto di Charles d’Amboise
In quegli anni Andrea realizza alcuni dei suoi massimi capolavori, fortemente ispirati al linguaggio leonardesco, tra cui la Madonna del cuscino verde e la Testa di san Giovanni Battista. In queste opere egli si firma non più con il generico “mediolanensis” utilizzato a Venezia, ma con il proprio cognome declinato nell’ablativo “de Solario”, segno di una fama ormai consolidata. Nonostante la fortuna incontrata, nel Settecento e nella prima metà dell’Ottocento in Francia regnava ancora il mistero sulla biografia di questo artista. La cortina di fumo inizia a dissolversi in Francia nel 1850, quando lo storico Achille Deville pubblica i documenti relativi ai pagamenti effettuati ad “André de Solario, peintre de Milan” per il suo lavoro al castello di Gaillon.
Questa fonte permette finalmente di ricostruire due anni di attività dell’artista in Francia e di chiarirne l’origine milanese, fino ad allora sconosciuta. Nel 1874 anche Giovanni Morelli ha finalmente modo di delineare il profilo di Solario. Egli dissente da Cavalcaselle sulle influenze centro-italiane del maestro, e ipotizza un suo soggiorno nella Fiandre prima del rientro dalla Francia, ma soprattutto lo ritiene grazie alla ricchezza degli spunti culturali appresi «per molti aspetti, il principale pittore della scuola milanese». In sintesi, di Solario affascinano la qualità raffinata e la ricchezza culturale, che spazia da Bellini a Leonardo, elevandolo ben al di sopra dei semplici seguaci del maestro toscano.
Il testo è una sintesi del saggio che sarà pubblicato nel catalogo edito da Dario Cimorelli Editore