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Ferragosto, la leggenda del sesso d’estate

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Saranno anche i mesi hot, ma notate la differenza tra le storie sotto l’ombrellone e la realtà dei vicini d’ombrellone? La scrittrice romance sfata con ironia uno dei miti d’agosto
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Luglio col bene che ti voglio, agosto e vita sentimentale realistica non ti conosco… Diciamoci la verità, gli strilli editoriali non sono semplicemente frasi a effetto, trovate di marketing o fascette colorate dai caratteri cubitali. Per noi che abbiamo trascorso gli ultimi mesi a lavorare, litigare con l’amministratore di condominio, sopportare le crisi esistenziali di un figlio adolescente oppure passare ore a cercare parcheggio sotto casa, sono promesse. E le promesse vanno mantenute.

Leggi “Il romance dell’estate” e già ti immagini sdraiata su un lettino ad assaporare la brezza marina, magari sorseggiando un mojito, mangiando anguria e, finalmente, iniziando quel libro dalle vibes fresche e romantiche che rimandavi da troppo. In relax. Totale e meritato. Leggi di lui: protagonista dalle ciglia folte, occhi di ghiaccio e arti amatorie leggendarie, che ti avvolge tra le braccia sul bagnasciuga al tramonto. E poco importa se, nella realtà, rischieresti l’annegamento, la sabbia nel…

Luglio col bene che ti voglio, agosto e vita sentimentale realistica non ti conosco… Diciamoci la verità, gli strilli editoriali non sono semplicemente frasi a effetto, trovate di marketing o fascette colorate dai caratteri cubitali. Per noi che abbiamo trascorso gli ultimi mesi a lavorare, litigare con l’amministratore di condominio, sopportare le crisi esistenziali di un figlio adolescente oppure passare ore a cercare parcheggio sotto casa, sono promesse. E le promesse vanno mantenute.

Leggi “Il romance dell’estate” e già ti immagini sdraiata su un lettino ad assaporare la brezza marina, magari sorseggiando un mojito, mangiando anguria e, finalmente, iniziando quel libro dalle vibes fresche e romantiche che rimandavi da troppo. In relax. Totale e meritato. Leggi di lui: protagonista dalle ciglia folte, occhi di ghiaccio e arti amatorie leggendarie, che ti avvolge tra le braccia sul bagnasciuga al tramonto. E poco importa se, nella realtà, rischieresti l’annegamento, la sabbia nelle mutande e, soprattutto, un assalto da parte delle cimici di mare.

Leggi di lei: fisico perfetto, in vacanza ai Caraibi, che ritrova come vicino d’ombrellone il suo primo amore, ora provvisto di addominali d’ordinanza e sguardi grumpy. E poco importa se tu, di quell’abbonamento in palestra, hai usato solo le prime tre lezioni, e il tuo vicino d’ombrellone ha superato i settanta, guarda video whatsapp a tutto volume e i suoi nipoti sembrano selezionati per testare l’efficacia delle leggi anti-hooligan varate dalla Thatcher.

Leggi di loro: rivali sul lavoro o all’università, che sotto le braci ardenti della competizione covano attrazione e tensione sessuale. E poco importa se, nella vita reale, il tuo collega lo useresti volentieri come bersaglio per il lancio del tagliacarte. Leggi di incontri a luci soffuse, lenzuola di seta, coppe di champagne e sguardi che valgono più di mille parole. Quando, nella ferragostana realtà, le luci sono soffuse solo perché le zanzare tigre sono in agguato, se l’aria condizionata non è accesa da almeno un’ora rischieresti un collasso cardiocircolatorio e il massimo della serata è un brindisi con magnesio e potassio.

Quando compriamo “Il romance da portare in valigia”, compriamo uno stato d’animo. E non vi azzardate a pensare che siamo degli ingenui: noi lettori in vacanza siamo consapevolmente visionari. Sappiamo bene che i baci appassionati, gli sguardi infuocati e i lieto fine rasentano l’utopia. Sappiamo che la sabbia nelle mutande è una delle esperienze più fastidiose al mondo, che la nostra pettinatura verrà disintegrata a colpi di umidità e che l’ultimo messaggio del coniuge non è un ardente «non sei stata la prima, sarai l’ultima», ma un asettico «per cena prosciutto e melone?».

Il romanzo rosa che ci accompagna in vacanza non deve necessariamente ricordarci quanto la quotidianità possa essere cinica e ripetitiva, deve solo allacciarci le cinture per un viaggio dove il pragmatismo lascia spazio al romanticismo. E dove non esistono hostess insistenti a volerti vendere un profumo interrompendo il tuo sonnellino tra le nuvole. È l’amico divertente con cui passare una serata, quello che non beve, così siamo sicuri di tornare a casa sani e salvi. Non ci giudica se abbiamo la cellulite o qualche chilo in più, se ci lamentiamo perché il ghiacciolo all’anice è introvabile o se usiamo la copertina rigida come vassoio per portare i caffè sotto l’ombrellone.

Ci regala qualche ora di spensieratezza senza chiedere nulla in cambio, ha il potere magico dell’immedesimazione. Il “Libro perfetto per l’estate” è un’illusione controllata, il suo segreto sta in ciò che la fascetta non dice, per mancanza di spazio: la vera dicitura dovrebbe essere “Libro perfetto per l’estate afosa, dove i protagonisti non sudano”. Sganciate gli ormeggi, partite per una crociera mentale dove la sospensione dell’incredulità è il vero pacchetto all-inclusive.

Solo così la promessa può davvero essere mantenuta e ben vengano i plot twist strappalacrime, le scene spicy che ignorano del tutto il concetto di temperatura corporea interna ed esterna, gli happy ending esagerati, i baci sulla spiaggia senza sabbia nei denti. In un’estate in cui anche il ventilatore sembra giudicarti e il ritorno alla vita di tutti i giorni è veloce, trovare una parentesi rosa tra le parole “Iva” e “secondo trimestre” è pura magia editoriale. E diciamoci la verità, una promessa mantenuta, a volte, vale più di qualsiasi blasonato premio letterario.

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