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Libri sotto l’albero: sembra “It” ma è “Hänsel e Gretel”, firmato Stephen King

Illustrazione di Maurice Sendak

 

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Il maestro dell’horror riscrive il classico dei Grimm che più ha influenzato la sua opera. Con le illustrazioni del grande Sendak
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Dice Stephen King che a colpirlo di più, tra tutte le illustrazioni che Maurice Sendak aveva disegnato come base per i costumi e le scenografie di una versione dell’opera teatrale Hänsel e Gretel, c’era quella della strega cattiva a cavallo della scopa «con un sacco pieno di bambini rapiti sulle spalle». E in effetti, l’anziana pasciuta che con sguardo torvo attraversa un cielo notturno denso di nubi minacciose, portando con sé tre piccoli urlanti e angosciati, fa paura.

Illustrazione di Maurice Sendak tratta dal libro

 

L’altra era la casa di pan di zenzero che da deliziosa dimora si trasforma in un volto terrificante. «Per me rappresenta l’essenza della storia e, in fondo, di tutte le fiabe: una facciata luminosa, un nucleo oscuro e terribile, dei bambini coraggiosi e intraprendenti. In un certo senso, è quasi tutta la vita che scrivo di bambini come Hänsel e Gretel», scrive King.

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Dice Stephen King che a colpirlo di più, tra tutte le illustrazioni che Maurice Sendak aveva disegnato come base per i costumi e le scenografie di una versione dell’opera teatrale Hänsel e Gretel, c’era quella della strega cattiva a cavallo della scopa «con un sacco pieno di bambini rapiti sulle spalle». E in effetti, l’anziana pasciuta che con sguardo torvo attraversa un cielo notturno denso di nubi minacciose, portando con sé tre piccoli urlanti e angosciati, fa paura.

Illustrazione di Maurice Sendak tratta dal libro

 

L’altra era la casa di pan di zenzero che da deliziosa dimora si trasforma in un volto terrificante. «Per me rappresenta l’essenza della storia e, in fondo, di tutte le fiabe: una facciata luminosa, un nucleo oscuro e terribile, dei bambini coraggiosi e intraprendenti. In un certo senso, è quasi tutta la vita che scrivo di bambini come Hänsel e Gretel», scrive King.

Quello pubblicato da Adelphi, è un albo capolavoro. L’incontro tra due geni: il re dell’horror Stephen King e il mago dell’illustrazione Maurice Sendak autore di Nel paese dei mostri selvaggi, venti milioni di copie nel mondo, diventato un film sceneggiato da Dave Eggers. King e Sendak, che in fondo fanno la stessa cosa: metterci di fronte ai nostri peggiori incubi. «Bambini che cercano di sopravvivere all’infanzia, questa è stata la cosa che mi ha più interessato e ossessionato nella vita», ha detto Sendak, scomparso nel 2012. King riscrive la favola dei fratelli Grimm ispirandosi alle tavole che Sendak aveva preparato per l’opera di Engelbert Humperdinck, messa in scena dalla compagnia Houston Grand Opera nel 1997.

Illustrazione di Maurice Sendak tratta dal libro

 

Il risultato è un albo iconico dove inoltrandoci nel fitto del bosco, tra rami intricati e foglie che sembrano i volti deformati di Edvard Munch, incontriamo noi stessi. Noi bambini, terrorizzati dalla paura di restare da soli. Noi adulti, soli per davvero, e persi in una selva ancora più oscura.

Hänsel e Gretel di Stephen King e Maurice Sendak (Adelphi, traduzione  Irene Bulla, pagg. 47, euro 22, età 6-99)

 

Cos’è il bosco se non un archetipo che rappresenta l’inconscio? Che cos’è il bosco nell’immaginario collettivo? La natura selvaggia nella quale ritroviamo noi stessi, il Walden di Thoreau? O la rappresentazione dell’ignoto, del buio che disorienta e inghiotte?

Non è un caso che come tutti i veri classici che continuano a parlarci nel tempo, Hänsel e Gretel nella versione di King, arrivi nelle librerie in un momento nel quale il bosco interroga il presente e divide il Paese, attraverso la storia dei bambini cresciuti nella natura e per questo allontanati dalla famiglia.

Illustrazione di Maurice Sendak tratta dal libro

 

King ha scritto tanto di fiabe e di bambini. Forse, come Sendak, ha scritto sempre la stessa storia. Le favole rassicuranti che ci hanno cullato da piccoli, a leggerle meglio sono perfetti plot di terrore. I fratellini abbandonati dal padre nel cuore della notte, la bambina che incontra il lupo cattivo, la ragazza che ignara mangia la mela velenosa. E non sono forse personaggi di una fiaba, gli adolescenti di It? Le favole sono, dice King, come l’arte di Sendak, «che è luminosa fuori e oscura dentro. O viceversa».

E quello che l’autore di Carrie, Shining, Il miglio verde, definisce «un modesto tentativo di infondere un po’ di vita in una vecchia storia», quella dei Grimm appunto, è in realtà la conferma che non c’è niente di rassicurante, neppure in letteratura. E forse è un bene. Ma i libri, ecco la grande lezione di King e Sendak, sono gli unici sassolini che come moderni Pollicini possiamo lasciare alle nostre spalle per ritrovare la strada. Illuminati dal sole dell’ultima tavola di Sendak che, scintillante, squarcia le nuvole. «Vissero tutti felici e contenti».

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