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Più elettronica, meno elettricità: l’auto cambia rotta?

Più elettronica, meno elettricità: l’auto cambia rotta?
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L’elettronica diventa sempre più padrona dell’auto. Non altrettanto l’elettricità. Proprio così, perché se la tecnologia troneggia sugli stand del Ces di Las Vegas regalando all’auto un orizzonte sconfinato di nuove funzioni e seduzioni, sul fronte dei carburanti l’energia elettrica inizia a perdere qualche colpo.

I segnali di questa piccola inversione di tendenza sono tanti. Non ancora decisivi ma nemmeno trascurabili.

Andiamo con ordine. Il Wall Street Journal ha appena rilevato che le vendite di veicoli elettrici negli Stati Uniti sono cresciute nel 2023 ma a un ritmo rallentato, inducendo molte case automobilistiche a ridurre i piani di investimento. Il motivo? Gli acquirenti non vogliono più lasciare la loro auto a benzina per un’elettrica, preoccupati per la carenza di colonnine di ricarica o dalla certezza che i viaggi siano troppo limitati dall’autonomia della batteria.

Qualcosa del genere deve avere intuito anche la Hertz, multinazionale del noleggio, che ha appena annunciato la vendita di circa un terzo della sua flotta elettrica, a causa dell’indebolimento della domanda e per gli alti costi di riparazione delle batterie, sostenendo che utilizzerà i ricavi per acquistare veicoli con motore a combustione interna. Una mossa che segna indubbiamente un’inversione di tendenza dopo la scommessa effettuata dalla Hertz nel 2021 con un ordine di 100.000 Tesla.

Passando nel vecchio continente, un documento del Parlamento Ue evidenzia che “le aziende europee dominanti hanno difficoltà a realizzare veicoli elettrici redditizi, soprattutto a causa del prezzo elevato delle batterie che rappresenta tra il 30 e il 50% del costo di un veicolo elettrico”.

Sarà forse anche per questo che i leader del settore automobilistico di tutto il mondo iniziano il 2024 con minore fiducia di crescita. Secondo il “Global Automotive Executive Survey” di KPMG, sondaggio condotto su oltre 1.000 dirigenti del settore auto in 30 paesi del pianeta, emerge che solo il 34% dei manager resta “estremamente fiducioso” sulla crescita dell’automotive, a fronte del 41 per cento dello scorso anno (in Europa si è passati dal 31 al 24%). Dunque, ci vorrebbe davvero una scossa ma non quella elettrica...

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