Andate al diavolo
Filippo CeccarelliE d’accordo: non è serio, né bello, né buono, né giusto, né opportuno, né niente, tirare in ballo il diavolo nelle faccende pubbliche. Oltretutto, non ne vale nemmeno la pena, e si finisce per assomigliare a qualche predicatore medievale o frate da Inquisizione; oppure si scivola nel ridicolo come quelli che giravano i 33 giri dei gruppi rock alla rovescia, operazione tutt’altro che agevole, sostenendo di trovarvi incisi dei messaggi di Satana. E però. Però il male (minuscolo) esiste, non solo nelle guerre e nelle altre cattiverie degli uomini: magari ogni tanto fa cucù anche in tv, e non è detto che al giorno d’oggi non sia attratto, come del resto il grande pubblico e gli inserzionisti, dal genere trash.
Anche su questo occorre andarci cauti perché di solito si tratta di scemenze, o di provocazioni orchestrate per far rumore, comunque tali da coinvolgere persone che le assecondano volontariamente, per propria vocazione o tornaconto. Ma proprio questo fa venire qualche dubbio di ordine meta-demonologico.
E insomma: l’altra settimana al Grande Fratello Vip, esperimento sociale di consolidato successo e variegata umanità allo sbando, con apposito sussidio visivo di un finto e vero rotocalco Spy hanno fatto credere a una poveraccia rinchiusa là dentro che il marito la tradiva con un’altra donna: «Guarda la foto, è inequivocabile» procedeva spietato e incalzante il presentatore Alfonso Signorini, che sarà bravissimo, ma del Post-Maligno possiede anche le physique du rôle. La sventurata piangeva disperatamente. Magari faceva finta, o buon viso a cattivo gioco rispetto allo “scherzo”, come poi si è rivelato. Ma forse, per quanto assoldata da Mediaset per resistere nel reclusorio, c’è cascata davvero e tanto più faceva pena, quanto più in studio sghignazzavano e l’ideaccia (il GF conta una dozzina di autori) conseguiva il proprio trionfo.
Ora, al culmine dell’irrilevanza, non si starà qui a ricordare che Berlusconi, il Principale, disse una volta, testualmente: «Quel diavolo di Signorini»; né si pretende di dimostrare alcunché rendendo noto, come da folli ricerche del tenutario di questa rubrichina, che le luci della casa del GF, comprese quelle del 'Castigatoio' per piccole penitenze, sono fornite da un’azienda che si chiama “Lucifero”. No, è che sui social, come si vede qui sotto, spesso e volentieri la trasmissione rivendica con orgoglio il suo carattere diavolesco, celebrandosi solennemente: “Diabolico Grande Fratello”. Che sarà certo un modo di dire, figurarsi, ma nella teologia del format si sposa con altre lacrime, litigate, abbandoni, mortificazioni, rabbia, cedimenti, tentazioni, oscenità, musiche sinistre e visioni di fiamme. Se non è Satana, insomma, è Teleinferno (e comunque viva Zequila!).
Sul Venerdì del 28 febbraio 2020