Il premier influencer
Filippo CeccarelliStrane cose succedono in questi tempi, e molto in fretta; per cui nella fantasmagoria performativa del potere, principalmente a causa del virus, l'Italia si riconfigura come una monarchia rosa shocking. Occhio dunque ai simboli del comando e alla loro rielaborazione grafico-digitale.
Non serve un testo di iconologia comparata per comprendere che i fiorellini che cingono il capo di Giuseppe Conte nella foto qui sopra rappresentano una corona; e proprio nel momento in cui più stringente si percepisce la necessità di sacrifici e più angosciosa sale la richiesta di protezione, ecco che dalle nebbie dell'immaginario il premier acquista le sembianze di Sugar Daddy, Daddy Conte, Daddy italiano. Un inedito sovrano multitasking, lieto e paterno, però anche romantico e sexy, "il premier più sexy d'Europa", guarda quel ciuffo, ah, quel suo dannato sorriso ("That damn smile"), quelle fossette sul mento, addirittura: Conte è "bono" si esaltano spudoratamente le fans giuseppine in un tripudio di story debitamente musicate, cuoricini volanti e tracce di baci.
Avvertenza. Non senza scrupoli ci si avventura sull'impervio terreno dei nuovi modelli di leadership inseguendo su Instagram il massiccio e crescente successo - botte di crescita da 70-80 mila follower in pochi giorni - di gruppi come "Le bimbe di Giuseppe Conte" (già bimbe di Giulia De Lellis) ed altri similari, germinati e concorrenziali. Sennonché i maestri teorici del carisma, da Weber in poi, sono scomparsi; e allora proprio in questi tempi calamitosi sospesi fra paura e speranza sarà forse il caso di prendere sul serio quel che passa il convento social con le sue ludiche vibrazioni sul "decreto bontà", i gridolini "rendiamo Conte fiero di noi", i desideri ammiccanti dinanzi al comando suo "rimaniamo più distanti oggi per riabbracciarci domani", impresso come parodia dei Baci Perugina.
E così, dopo una calata nel web tanto più profonda quanto più favorita dagli abissi dell'autosegregazione, il tenutario di questa rubrichetta si è trovato dinanzi agli occhi una sorprendente autorità post-istituzionale che fa di Conte un daddy, un super tronista, un avatar, un capo militare, una star cinematografica (Superman, Il Padrino, Harry Potter), Gesù Cristo (al posto del Sacro Cuore lo Stellone della Repubblica), l'influencer di se stesso, un prodotto di consumo, una specie di Arbre Magique dello Stato di eccezione.
Perché si scherza e si trema, come ha scritto l'Avvenire. Ma nel frattempo la comunicazione illimitata travolge qualsiasi interiorità e lui, il re rosa shocking del nuovo pride patriottico, seguita a darci così dentro da far venire il dubbio che qualche spintarella social, dai 30 e più addetti alla comunicazione di Palazzo Chigi, sia venuta.
Sul Venerdì del 27 marzo 2020