Wanna vende Wanna
Filippo CeccarelliVendere, vendere, vendere... Disse tanti anni fa l'ex pm Di Pietro: "Berlusconi sembra Wanna Marchi". Insinuò Giorgia Meloni qualche tempo dopo: "Renzi è il figlio segreto di Wanna Marchi". Lo stesso Renzi ammise: "Con gli 80 euro ho fatto come Wanna Marchi". Quando si dice un'Icona Venditrice s'intende una presenza inconfondibile collocata al di là del bene e del male, ma anche un prototipo che respira in sincrono con una comunità che, segnata da qualche disgrazia economica, senza guardare in faccia nessuno riprende vitalisticamente ad agitarsi per fare soldi, soldi, soldi.
Si segnala dunque, senza alcuna ironia, che dopo aver accompagnato da par suo la fase della quarantena ( "Maledetti, restate a casa, sennò m'incasso di brutto!"), e poi testimoniato quella dell'attesa con canti di speranza (Bella ciao), Wanna Marchi, in evoluta e condivisa versione Instagram con la figlia Stefania (che la chiama affettuosamente "gnoccolona"), aveva già fatto un discorso alla nazione annunciando la "risalita" e si è rimessa sul mercato a vendere sé stessa, in forma di corsi per venditori, dieci lezioni euro 29,90. E qui legittimamente si obietterà: ma con che faccia? E con che cuore? Sennonché nessuno incarna meglio la più strenua, indicibile e perturbante verità: che nell'Italia di oggi, virus o non virus, l'affabulazione commercial-drammaturgica è più forte di qualsiasi passato e peccato.
Tanto che proprio l'avventurosa vicenda di Wanna Marchi, la gavetta, i miliardi, la gloria televisiva, la truffa, la caduta, la galera e poi la resiliente ricomparsa nelle tv d'Albania, ecco, tutto dice che è la regina clandestina del mercato all'italiana, una sorta di sciamana che ritorna in tempo di crisi. E per quanto le visioni che passano sui social siano quant'altre mai evanescenti, resta fermo il ricordo di lei, volto bianco, capelli carota, seduta su una poltrona rossa; e quel suo ritmo implacabile, formidabile, rotto da improvvisi sbocchi di rabbiosa efficacia e manate sui braccioli: "Mi hanno spalato addosso quintali di merda", pausa d'alto teatro, "però nessuno mai ha potuto negare che Wanna Marchi sia la più grande venditrice!". Vero. Se ne facciano una ragione Di Maio, Salvini, Renzi, Conte, Meloni e anche quel che resta di Berlusconi.
Fa quasi venire i brividi la sorvegliatissima intensità, ora subdola e ora tempestosa, ora ipnotica e ora clownesca, con cui Wanna Marchi, la sopravvissuta, la rediviva, reclamava la ripartenza dell'economia contro quanti per paura o avviliti "stanno a casa e ingrassano come scrofe!". A un certo punto è parsa addirittura ascendere a una dimensione ultramondana: "Anche dopo morta Wanna Marchi risalirà e insegnerà a vendere a qualcuno". Ma intanto: "La volete comprare o no la prima lezione?".
Sul Venerdì del 29 maggio 2020