L'ebbrezza del potere
Filippo CeccarelliNell’ambito dei narcisismi enologici, patriottici e commerciali, mentre l’economia è messa male e il Paese si frammenta, prosegue l’irresistibile marcia del vino di Bruno Vespa. L’ultima produzione ha nome Terregiunte perché mette insieme grappoli pugliesi di Primitivo e veneti di Amarone: «Il coronamento di un sogno. L’Italia unita dalla fusione di due vini vicini, frutto prestigioso di due regioni lontane. Un grande vino» recita lo spottone «per rafforzare l’orgoglio italiano nel mondo».
E così come nel Risorgimento si brindava con il Vermut del Piemonte e il Marsala siciliano, King Vespa ha inteso festeggiare il connubio convocando nella sua tenuta di Manduria i governatori delle due Regioni – che tra parentesi durante il lockdown si erano non troppo decorosamente azzuffati: Emiliano facendo sequestrare dai carabinieri dei macchinari sanitari destinati al Veneto, al che Zaia aveva minacciato: «Me li vengo a prendere di persona».
Nell’incantevole cornice della masseria Li Reni, un gioiello del Cinquecento pure adibito a relais (6 più 7 suite extralusso, slogan “Puglia fuori, confort dentro”) i due presidenti sembravano gioviali agnellini. Insieme all’intera famiglia Vespa, c’erano autorità civili, militari e spettacolari; ad Al Bano il padrone di casa ha regalato un ganascino. Con apposito aspersorio un vescovo ha benedetto la produzione, e sempre in tema spirituale Emiliano ha alzato il calice: «Bruno, la Provvidenza ti ha mandato qui!». E pensare che nel 2016, quando con la supervisione del supremo enologo Cotarella il conduttore ha cominciato la sua avventura lanciando “il Bruno dei Vespa”, la Piaggio – oh santa ingenuità! – provò invano a mettere in campo gli avvocati per bloccargli il brand. Contro ogni omonimia, l’anno seguente, una bottiglia che sull’etichetta recava una enorme “V” con ricciolino, e sotto “Vespa Vignaioli per Passione” campeggiava a Buckingham Palace sulla tavola di Prince Charles.
Ora, non c’è dubbio che Vespa sia appassionato e anche competente, ma come per i suoi libri semestrali (in uscita estiva Bellissime) sull’autopromozione e il marketing positioning non lo batte nessuno. Il tenutario di questa rubrichetta se l’è ritrovato su Alitalia, rotta transoceanica, e quando il Fatto quotidiano ha avuto a che ridire per l’approdo a Trenitalia, Vespa, che è pure moderatamente generoso e tignosetto, gli ha ricordato la foto di ringraziamento di una degustazione redazionale inviatagli poco prima. Nel 2019 l’ingresso al ristorante di Montecitorio; solo il Covid-19 ha rallentato la campagna di abbinamento cibo-Vespa con gli chef tristellati Beck, Pinchiorri e Romito.
Per quanto patriottica, Terregiunte costa però 100 euri a bottiglia. Trangugiate, trangugiate, qualcosa resterà.
Sul Venerdì del 31 luglio 2020