Beppe Grillo, il carnevale è finito
di Filippo CeccarelliL'altra settimana si è messo in testa il casco d'astronauta. E allora? Sai che novità! Con tutto quello che è accaduto e continua ad accadere - in piccolo anche ai 5Stelle - suscita una rassegnata stanchezza l'ultimo Grillo in maschera, per non dire che ormai si ripete, non sorprende, non fa più ridere. Nel 2023 saranno dieci anni di travestimenti, risalendo il primo al 2013, quando il non ancora Elevato comparve vestito da insettone extragalattico sulla spiaggia di Bibbona; e qualche mese dopo sempre lì si mise in capo una specie di corona di spine.
Da allora a ispirare Grillo è stato soprattutto lo scenario dell'hotel Forum, all'ingresso e dalle finestre, dove in un tempo breve si sono registrate nove performance di auto-camuffamento, circa due all'anno. Per l'esattezza: 1) testa nella busta della spesa; 2) maschera di lupo; 3) maschera di tigre; 4) protesi di piede in spalla; 5) stampella appesa al collo (presunto riferimento alla Appendino); 6) lenzuola annodate e calate dalla finestra tipo evasione; 7) ostensione di treccia d'aglio, sempre dalla finestra, in plausibile funzione anti-giornalisti; 8) annuncio con megafono di imminente privatizzazione di reti Rai; 9) esibizione di protesi di mano.
D'altra parte il numero del Maalox ingurgitato per alleviare la sconfitta e quello della sacca di sangue esposta alle telecamere per incrementare l'autofinanziamento sono da considerarsi, tanto più dopo l'Iliade degli scontrini e l'Odissea debitoria della Casaleggio, abbastanza fuori contesto. Ma se si pensa che tutto questo ha accompagnato l'ascesa e poi il disastro dei 5 Stelle, intensa parabola di personaggi e atmosfere bella pronta a essere convertita in spassoso intrattenimento, ecco, viene da chiedersi come mai a un uomo di spettacolo non venga in testa, prima di mettersi fiaccamente il casco d'astronauta, di cambiare copione e ingegni di scena; perché così, dagli e ridagli, le sue sono ormai divenute ipnosi a basso costo, feste dei pazzi da weekend, sogni selvaggi di terza mano.
A meno che si tratti di un impulso irresistibile, o di un modo astuto di buttarla in caciara prima che altri e più giovani comici si avventino sulle "avventure a cinque stelle" (secondo l'antico modulo da palcoscenico "ferito di beffa, fiorisci di beffa"), viene il sospetto che Grillo continui col suo affaticato carnevale perché solo così conferma a se stesso il vero dominio sul movimento, una sorta di tirannia istrionica - quando invece sarebbe molto più divertente vedere Di Maio vestito da ussaro, Conte da frate, Fico da mendicante ottocentesco, Patuanelli da Pierrot e Taverna da danzatrice orientale.
Resta appena un dubbio: se le chiacchiere, mai come oggi, stanno a zero, le mascherate a quanto stanno?
Sul Venerdì del 12 marzo 2021