I criceti siamo noi
di Filippo CeccarelliTeneri, individualisti, spauriti, un po’ ossessivi oltre che soggetti a traffici illegali. Graziosi e batuffolosi, si guardano attorno con occhioni espressivi, sono abilissimi nella manipolazione del cibo grazie a comode e capienti tasche guanciali, emettono squittii ultrasonici, ma può succedere che si divorino fra loro.
Altro che pappagalli, altro che sardine. Gli italiani di questo tempo sono, pardon sembrano, o meglio ancora sembriamo criceti in gabbia che girano, girano, girano sulla ruota d’ordinanza. Per allenarsi, per scappare ai predatori, come valvola di sfogo e propensione all’inconcludenza, dal Quirinale alla pandemia, dalle questioni di genere allo ius soli, dal caro bollette alla rete unica che non si fa. Ha riconosciuto per due volte Enrico Letta: «Quando leggo le cronache dei giornali mi viene in mente l’immagine dei criceti sulla ruota». Per tre volte almeno, secondo la benemerita banca dati dell’Ansa, la medesima immagine è entrata nelle polemiche intestine dei Cinque Stelle, «esco dalla ruota» dice uno, «rivendico il diritto a non correre sulla ruota» proclama un’altra, i dissidenti hanno creato una canzoncina: «I grillini sono molto discreti, ma hanno molti segreti, sono criceti», trallallà.
Per totemismo s’intende un particolare legame tra esseri umani e specie animali per cui, grosso modo, il connubio finisce per esprimere un’identità collettiva. Se la ruota è una giostra, anche la vita pubblica assomiglia oggi a un girotondo nevrotico, senza passato e senza futuro. Così nell’era del Criceto, a scorrere gli archivi fotografici, non sembra strano vedere piccoli roditori che suonano, ballano, dipingono, rispondono al telefono, fanno la spesa con il carrello, sventolano bandiere, sollevano pesi o danno pugni al punching ball.
Allo stesso modo, nel web è fiorita l’amena leggenda che siano proprio dei criceti impegnati nella ruota a far funzionare i server, anche se ogni tanto entrano in sciopero; mentre sui social, luogo privilegiato del primitivismo tecnologico, s’incontrano pagine e pagine intitolate a questi spiriti guardiani: “criceti infiniti”, “criceti ciccioni”, “criceti in carriera”, “alla riscossa”, “affamati”, “esplosi”, “fango”, “stellari”, “in fuga”, “fattoni” addirittura. Utile aggiungere che anche i veri criceti prendono il Covid, ma attraverso di loro si sperimentano super anticorpi e antivirali che dirottano il virus. Manga, cartoni animati e videogiochi completano il quadro insieme con l’inno al criceto Hamtaro by Cristina D’Avena:
«Sono piccolissimi, simpaticissimi/ tutto il giorno corrono e si rincorrono». Quando ci saremo stufati dei criceti, come prossimo totem si potrebbe adottare il cane che si morde la coda.
Sul Venerdì del 14 gennaio 2022