Indizi neurovisivi
Le peripezie dell’immagine, le giravolte della cronaca, una finestra sulle gioie e le magagne della vita. Ogni giovedì il podcast di Filippo Ceccarelli, anteprima della rubrica del Venerdì di Repubblica

L'uniforme di Ivan in Ucraina

Ci sono immagini, volti, corpi e storie che la guerra strattona da spazi e ruoli prestabiliti. Così nel mare magnum di Instagram affiora l'esperienza di Ivan Honzyk (@honzykivan7), giovane modello, make up e lap dancer artist, icona Lgbt ucraina che tagliati i capelli e riposti i costumi di scena, ha indossato la mimetica e oggi partecipa alla mobilitazione bellica anche in nome dell'orientamento queer.  
Tanto più immersiva e palpabile, la visione social della sua scelta, contro le ragioni di "civiltà", con virgolette rinforzate, addotte dagli aggressori per legittimare l'invasione: strappare l'Ucraina a un occidente "pagano, transgender e corrotto", salvarla dalla "libertà visibile" delle parate gay evocate dal patriarca Kirill o dalla "cosiddetta libertà di genere" cui si è riferito lo stesso Putin.
Ebbene, in nome di opposti valori civili che si riassumono nel naturale desiderio di condurre la propria vita nel modo più libero, Ivan ha illustrato per immagini il suo slancio patriottico ed esistenziale. Per cui lo si vede dapprima calcare i palcoscenici in un turbine di cosmetica, velami, brillantini, zatteroni; poi come in un rito, ma senza perdere il glamour, si denuda dinanzi a un muro screpolato accanto a una vecchia valigia di cuoio; e infine, sempre secondo disincanto stilistico ed estetizzazione della realtà si compie la metamorfosi che l'accompagna nella sua guerra; e insieme con lui amici e amiche di quel mondo; anch'essi nei selfie indossano l'uniforme militare, hanno armi in pugno o posano presso magazzini ricolmi di scatole e medicinali. In primo piano, a un certo punto, la foto di una rivoltella: "Prima c'erano tacchi e look sexy - recita la caption - ora i giocattoli sono un po' diversi. Ogni cosa ha il suo tempo". Un tempo sorprendente e inedito dentro il quale non sai bene se vedere più luce o più buio. Ancora attraverso insperate connessioni si scopre che diverse persone di orientamento Lgbt e queer si sono convintamente arruolate per difendere, insieme al loro Paese, ciò che vivono come una preziosa conquista dopo secoli di oppressione. Sono artisti, camerieri, attori, registi, parrucchieri, fotografi di moda, tatuatori. Nella pagina Lgbtqimilitary alcuni di loro mostrano lo stemma del battaglione che ritrae un unicorno, simbolo di irriverente libertà. C'è chi si cala con un sorriso nella gran buca di un obice, chi abbraccia il cane prima di partire, chi al fronte mostra allegramente delle merendine, chi si mette in posa su fondale arcobaleno, chi annuncia che un'attivista è stata presa in ostaggio dal nemico, chi rivela lieto che dall'inizio della guerra ha visto formarsi sei coppie. Uno promette: "Quando finisce la guerra mi sposo" - un motivo in più per sperare che sia presto. Sul Venerdì dell'8 aprile 2022

Ascolta
  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/indizi-neurovisivi/2022/04/06/audio/luniforme_di_ivan_in_ucraina-422980409/

Gli altri contenuti della rubrica - Indizi Neurovisivi