Aristotele in auto blu
di Filippo CeccarelliNel novero delle Grandi Annunciate e delle Sempre Incompiute del potere in Italia - il rilancio del Mezzogiorno, la riforma del fisco e della Pubblica Amministrazione, la puntualità nel saldare i debiti dello Stato, il Ponte dello Stretto e via dicendo - ecco che la riduzione delle auto blu supera la più giustificata monotonia, rappresentandosi come un dilemma filosofico di tutto rispetto.
La notizia è che nel 2021 dette auto sono aumentate, e nemmeno poco, del 12 per cento. Ma al tempo stesso, sostiene ragionevolmente il ministro Brunetta, sono diminuite; con il che fra tagli e maxi bandi, censimenti lumaca e fantasma, e carpooling, noleggio, microchip e adesso anche vetture elettriche, il parco macchine dello Stato nomenklato porta da mezzo secolo la sua sfida al principio aristotelico di non-contraddizione: "È impossibile che il medesimo attributo, nel medesimo tempo, appartenga e non appartenga al medesimo oggetto e sotto il medesimo riguardo". Ovvero, sempre secondo la Metafisica del maestro di color che sanno: "Nessuno può credere che la stessa cosa possa allo stesso tempo essere e non essere".
Ma noi qui possiamo, altroché, configurandosi l'uso e consumo delle auto blu come un misterioso fenomeno fantascientifico che cresce e nel contempo si attenua; anzi più i vari governi si accaniscono a ridurre, regolarmente vantando il successo di forbici e giri di vite, più il numero si dilata in fantasmagoria accrescitiva. Dinanzi ad essa il tenutario di questa rubrichina, pur sopraffatto dal materiale, si è limitato a raccogliere ordinarie perle preziose; per cui a parte le auto blu rese in comodato a mogli, figli, tate, e per andare al calcetto, allo stadio, al mare o contromano, pure generando un sacco di contravvenzioni e una dovuta quota di incidenti, beh, c'è un ex sindaco dell'Aquila che ha sostenuto di percorrere 685 km al giorno, un attuale ministro degli Esteri che in Svizzera si è recato con dodici auto di scorta e una giovane ministra del dicastero Renzi che ha piantato un capriccio per farsi abbrunare i vetri, anche se le storielle più graziose riguardano il trasbordo di preziose galline per conto di un presidente (uscente) della regione Sicilia e l'accompagno del simpatico cane cinque stelle, a nome Pippo, da parte di una ministra della Difesa.
Significativa anche la vicenda dell'asta su ebay, organizzata ai tempi della rottamazione di governo. Per qualche giorno sembrarono ingolosirsi gli italiani per certe Maserati degli Stati maggiori, o Jaguar della Giustizia e spazzaneve del Viminale. Ma poi i prezzi salivano e scendevano e troppi compratori risultarono insolventi.
A riprova che contro la legge logica universale qui in Italia finisce sempre pari la sfida fra tutto e il contrario di tutto.