Indizi neurovisivi
Le peripezie dell’immagine, le giravolte della cronaca, una finestra sulle gioie e le magagne della vita. Ogni giovedì il podcast di Filippo Ceccarelli, anteprima della rubrica del Venerdì di Repubblica

Dagli influenti agli influencer

Quando Chiara Ferragni sarà stata eletta regina; ma anche dopo che il principe consorte, Fedez, avrà pianificato l'afflusso di centinaia di boiardi social dalle piattaforme digitali alle residue istituzioni; ecco, allora sarà indispensabile riaprire il libro "preventivo" che il direttore di Domani Stefano Feltri ha dedicato con grande scrupolo di documentazione e senso civico a Il partito degli influencer (Einaudi).   Fra passato e distopia torna utile il vecchio dizionario etimologico che rimanda al verbo latino "in-fluere", scorrere dentro, pure avvisando che il primo a parlare di influssi politici, patologici e astrologici fu - guarda guarda - fra Girolamo Savonarola. Così quando, cinque secoli dopo, Andreotti fu chiamato a dar conto della cinica massima sul potere che logora chi non ce l'ha, ecco, sembra proprio di ricordare che "il Divo" cercò di togliersi d'impaccio sostenendo che in verità non solo i politici disponevano del potere, ma sempre più spesso questo sarebbe toccato a figure esterne capaci di esercitare un'indubbia "influenza" - eccotela là - sulla vita pubblica.   Tutto lascia credere che oggi Andreotti non direbbe "gli influencer", preferendo semmai "gli influenti" - che peraltro non suona affatto male. Come tutte le trasformazioni epocali la loro ascesa è inscritta nel cammino della Storia, tanto più sostenuto quanto inavvertito; per cui la pressione senza regole verso l'inesauribile e l'illimitato è figlia sì del salto tecnologico, ma anche del primato dell'economia, della pubblicità e degli spettacoli, alla faccia del conflitto d'interessi. Senza Berlusconi, d'altra parte, non ci sarebbe stato Renzi, e senza Renzi non avremmo né Grillo né Salvini; di qui la catena dell'avvicendamento porta al partito dei Ferragnez, le cui prove generali s'intravedono qui sotto nella foto in cui, per lanciare un disco e ulteriori prodotti, si vede Fedez simulare un'allegra discesa in campo.   A proposito l'autore cita a buon diritto la "connessione emotiva" che necessariamente si stabilisce tra gli influenti e i loro seguaci-consumatori; ma di nuovo l'espressione ricorda molto da vicino quella "connessione sentimentale" che Gramsci poneva alla base dei partiti. Così, tra interessi miliardari, vicissitudini algoritmiche e inesorabili manipolazioni; fra galoppini cinesi, russi e sauditi, Stefano Feltri pone gli influenti sul bancone anatomico e freddamente sviscera il prezioso segreto dell'euforia social per cui di norma l'autenticità è fasulla; e quindi, al solito, guai agli ingenui. Quanto alla ricerca di antidoti, più che alle leggi meglio affidarsi al principio secondo cui ogni grande sommovimento ha in sé il suo contrario; in genere la Storia, o se si preferisce Dio, vede e provvede.

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/indizi-neurovisivi/2022/06/22/audio/dagli_influenti_agli_influencer-422980364/

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