Indizi neurovisivi
Le peripezie dell’immagine, le giravolte della cronaca, una finestra sulle gioie e le magagne della vita. Ogni giovedì il podcast di Filippo Ceccarelli, anteprima della rubrica del Venerdì di Repubblica

Danzando sulle rovine

In Iran le giovanissime bruciano il velo e poi danzano attorno al falò. In tutto il mondo scintille oscure e avvicendamento di flussi, totem, allucinazioni. Tornano baccanali, saturnali, carnevali prolungati, estasi furibonde, tumulti festivi. A Roma l'ombra di Dioniso si è proiettata sul concertone dei Måneskin, in America c'è un candidato alle elezioni che come propaganda ha fatto un video porno, perfino a Kiev, al Fifty Beach Club, Eros e musica fronteggiano la morte mentre Zelensky, attore comico fattosi guerriero, è il primo presidente di guerra nascosto agli occhi del nemico e presente sugli schermi di tutto il pianeta.     "Le svolte più cruciali della storia, quando una cultura si sfalda e un'altra sorge dalle sue ceneri, sono sempre scandite da balli sfrenati, spettacoli osceni, ebbrezze di massa, comportamenti licenziosi" si legge in Tecnomagia (Mimesis, 266 pagine). Ci sono libri a loro modo sconvolgenti, ma questo di Vincenzo Susca, che insegna Sociologia dell'immaginario e mediologia a Montpellier, ha l'ambizione e il vantaggio di allontanare lo sguardo dalle consuete rovine della vita pubblica italiana per aprirsi sul più turbolento cambio d'epoca che si possa immaginare nel momento in cui crisi economica, pandemia e guerra vanno a sciogliersi dentro la socialità elettronica.
Così, detto in poche parole, si sta sgretolando l'ordine piramidale della Modernità fondato sulle ideologie, il lavoro, gli stati-nazione, le classi. Al suo posto, sempre iper semplificando, una "frana tellurica" già da tempo ha cominciato a esprimersi attraverso un brulichio smaterializzato di bolle, crew, scene, comunità reticolari interconnesse entro cui le tecnologie digitali e le loro estensioni sono vissute, tra magnetismo arcaico e fantasie futuristiche, secondo le modalità delle arti occulte in un afflato di miti pulsanti e sovraeccitazioni, codici informatici, schermi e incantesimi.  
Se tutto ciò risultasse troppo astratto o cervellotico; se la nozione chiave di "gioia tragica" fosse destinata a esaurirsi nella sua apparente contraddizione, il trattato di Susca esamina sotto questa luce i vestiti esorbitanti, le droghe, l'estetica dei videogiochi e quella del malessere, la resurrezione della carne elettronica su Instagram, i balletti folli e le sfide spericolate di TikTok, le stanze di Twitch, lo scambio di sex-tapes su WhatsApp, i deep fake, l'astensionismo elettorale, la grande fuga dal lavoro, il sabotaggio ironico dei meme, opere senza opera e senza firma che avvolgono, graffiano, surriscaldano, ripugnano e seducono.
"Per la prima volta nella storia del mondo abbiamo l'assoluto in tasca". Il Logos ansima e traballa. Più che una ribellione, è una ri-creazione, un ritorno al futuro remoto a passo di danza.

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/indizi-neurovisivi/2022/10/26/audio/danzando_sulle_rovine-422980352/

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