Indizi neurovisivi
Le peripezie dell’immagine, le giravolte della cronaca, una finestra sulle gioie e le magagne della vita. Ogni giovedì il podcast di Filippo Ceccarelli, anteprima della rubrica del Venerdì di Repubblica

Vernice sulla Storia

Se i palazzi del potere potessero parlare, racconterebbero storie più gravi e divertenti, più misteriose e magari anche più dense di presagi del blitz giovanile ambientalista che ha inaugurato l’anno schizzando con vernice rosa la facciata barocco fiorentino di Palazzo Madama, dal cui balcone alla metà dell’800 venivano comunicati alla plebe i numeri del Lotto – e dovevano essere anche allora spettacoli abbastanza rimarchevoli. Senza andare troppo indietro nel tempo, e pure a costo di rievocare uno fra i più maleodoranti episodi della vita italiana, ecco che nel 1992, agli albori di Tangentopoli, le autorità della città politica si trovarono a fronteggiare certi misteriosi imbrattatori notturni che, dotati di capiente secchio, per un certo periodo si dilettarono a spennellare con feci umane i portoni delle varie sedi istituzionali.  
Erano tempi di rigogliosi scandali e nessuno della classe politica in disarmo ritenne allora di tuonare il proprio sdegno dinanzi ai raccapriccianti raid e al particolare messaggio che esprimevano. Solo per scrupolo di ricerca e assonanza di genere, considerato che il Senato si è costituito parte civile e il Tg1 ha addirittura posto una motivata censura sulle immagini dello schizzone ecologista, va ricordato che in occasione di un recente raduno no vax sui social è stata pubblicata la video-bravata di un neofascista del gruppo “Marcia su Roma” che sempre in pieno centro, davanti all’insegna “Presidenza del Consiglio – Segreteria Generale”, si è sbottonato la patta e l’ha fatta proprio lì sotto, come a marcare di sé il territorio della città proibita. Sulle ragioni e i rischi delle imprese condotte dall’apocalittico gruppo “Last generation” molte e giudiziose considerazioni sono state diffuse. Eppure, da che Roma è Roma, non c’è opportunità, sacralità, costernazione o punizione che siano mai riuscite a tutelare le facciate dei palazzi del potere dal naturale e complicatissimo destino di assorbire la storia, soprattutto in termini di schifezze, tinture e paranoie, come pure dicono i costosissimi e vani dispositivi di protezione acquistati a ondate dagli anni di piombo in poi.   Quanto a ciò che in tempi recenti è accaduto dentro il Senato, al di là del portone disegnato qui sotto anni orsono dall’artista tedesco Franz Ecke, sia concessa la libertà di ricordare, a parte i lavori d’aula: la visita di Miss Italia e delle veggenti di Medjugorje, l’apoteosi di Totti, la premiazione di Maria De Filippi, l’installazione di un enorme corno nel Salone Garibaldi, l’esecuzione in aula di Trottolino amoroso e la presentazione del brano Baci stellari di Valeria Marini. Dal che sorge spontaneo il sospetto che per qualche spruzzo di vernice lavabile forse non conveniva farla troppo lunga.      

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/indizi-neurovisivi/2023/01/18/audio/vernice_sulla_storia-422980399/

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