Indizi neurovisivi
Le peripezie dell’immagine, le giravolte della cronaca, una finestra sulle gioie e le magagne della vita. Ogni giovedì il podcast di Filippo Ceccarelli, anteprima della rubrica del Venerdì di Repubblica

Tutti nudi

Sarà l'arrivo della primavera, ma per una di quelle combinazioni che fanno la felicità dei rubrichisti in affanno, nei giorni scorsi a Roma si sono mostrati nudi gli attivisti e le attiviste di Last Generation, che hanno bloccato il traffico sulla salita del Tritone; sul Lungomare Caracciolo è comparso nudo l'attore comico Francesco Paolantoni per festeggiare, come da promessa, lo scudetto del Napoli; e infine, per tornare a Roma, davanti all'Eliseo un collettivo di attori e attrici ha fatto mostra delle proprie "vergogne", fra virgolette, per protestare contro le posizioni espresse da Luca Barbareschi a proposito del metoo.
Dal punto di vista tecnico-quantitativo, se così si può dire, nel primo caso si trattava di una nudità di protesta, però parziale, ovvero dalla cintola in su, anche se segnata da sinistre catene e slogan ambientalisti scritti a carboncino sui corpi; nella gioiosa esibizione di Paolantoni è andata in scena una nudità pressoché integrale, per quanto sommariamente schermata da una caccavella inox ripiena di pasta e patate che lui ha ingollato lungo la trionfante passeggiata; quanto al blitz anti-Barbareschi, le manifestanti hanno alzato la gonna, mentre l'unico maschio, di spalle, non aveva proprio né pantaloni né mutande.  
Come impatto neurovisivo, se si esclude la scommessa di Paolantoni che peraltro si è svolta senza alcun intervento delle forze dell'ordine, le diverse performance degli ecologisti e degli attori evocano un po' quelle delle Femen ucraine: innescare una comparazione tra il corpo nudo e un problema sociale irrisolto, qualcosa che sta fra il rilancio e la sfida per far emergere il "vero" scandalo, l'autentica oscenità. Perché nulla come il nudo comunque attira, colpisce, perturba e a volte atterrisce; è alto e basso, volgare e poetico, può diffondere il calore come il gelo, evocare la farsa e la tragedia, la violenza e il suo contrario, la vergogna e la sfacciataggine. In un mondo che spende e spande per le più sofisticate strategie promozionali e di comunicazione, ha una sicura efficacia e non costa nulla. Lo sanno bene la moda, l'arte, la pubblicità, i promotori di iniziative di beneficenza e a tutela degli animali, le riviste e i siti di gossip che vanno a caccia di vip senza veli sulle spiagge e sulle barche. Dai Maneskin alla prevenzione dei tumori, dal naturismo alla rivolta contro le molestie, di slancio il nudo va mutando il suo tratto di tabu sessuale per cercare e conquistare un'attenzione che è irriducibilmente soggettiva e insieme plurale nella sua sorprendente varietà: a ciascuno la sua innocenza originaria, a chiunque la sua risposta di libera verità corporea contro le bugie, gli eccessi e gli stravolgimenti di un tempo che sempre più vive di fantasmi digitali. Sul Venerdì del 12 maggio 2023

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/indizi-neurovisivi/2023/05/17/audio/tutti_nudi-422980597/

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