E Miss Italia tornò sovranista
di Filippo CeccarelliFra le mille incognite, gli appetiti insaziabili, i sinuosi posizionamenti e le amene contraddizioni della "nuova" Rai sovranista, l'unica certezza è il ritorno in onda di Miss Italia. L'aveva più che auspicato a Natale Edoardo Sylos Labini, attore e aedo del destracentro alla guida del mensile CulturaIdentità: come "simbolo di bellezza e di italianità", il concorso non doveva "assolutamente" mancare nella tv di Stato. Detto fatto, e a parte il tono un po' padronale non c'è scelta che suoni più politica.
Nel 1954 tredici deputati della Dc proposero per legge l'abolizione dei concorsi di bellezza; però poi nello scudo crociato, partito insieme islamico e di gomma, si raggiunse il compromesso di far sfilare le ragazze non più in bikini, ma con il costume intero. D'altra parte, in quegli stessi anni nel mondo comunista una illustre giuria presieduta da Zavattini e composta da Blasetti, Visconti, Soldati, Moravia e perfino Elsa Morante era impegnata a scegliere fra le Stelline dell'Unità. Fu Berlusconi a intuire le potenzialità televisive del maxi evento, pure arruolando in Forza Italia diverse ex concorrenti come Carfagna, Brambilla, Siracusano, Tartaglione; e se Enzo Mirigliani consolidò la fama della selezione, la cultura di massa finì per imporla come tipico prodotto nazional popolare.
"La rappresentazione della bellezza delle donne ha avuto un posto chiave nell'immaginario popolare - ha scritto lo storico inglese Stephen Gundle in Figure del desiderio (Laterza, 2007) - e ogni forza politica che aspirasse alla leadership ha cercato in qualche modo di appropriarsene o di adoperarla". Nella seconda metà degli anni 90, in polemica con la prima vincitrice di colore, la Lega denunciò l'ostracismo verso le ragazze del Nord per rilanciare Miss Padania; nel 2001 alcune Miss parteciparono allo school day all'Altare della Patria col Capo dello Stato Ciampi; l'anno seguente la vincitrice fu ricevuta dal presidente del Senato Pera; ma nel 2007, dopo alcune polemiche sulla valorizzazione del "lato B" e il "mercato di carne", il neoeletto segretario del Pd Veltroni ripudiò il concorsone come tipico di un Paese "con la testa girata all'indietro".
Nel 2008, ai tempi di Ratzinger, la serata finale fu preceduta da una Santa Messa nel Palasport di Salsomaggiore; quattro anni dopo, presidenza Rai di Annamaria Tarantola, si ritornò al costume intero. L'ultimo decennio fu segnato dal declino, in streaming. Adesso vediamo a quale bella italiana sarà messa la fascia prime time dai conservatori identitari in nome dell'etnia patriottica declinata secondo gli equilibri della geopolitica: mediterranea o di tipo angloamericano? Rassicurante o selvaggia? Materna o seduttrice? Fragile o amazzone? Un bel problema per chi se li va a cercare.
Sul Venerdì del 16 giugno 2023