la rubrica di Concita De Gregorio
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Invece Concita

Le elezioni le vincono le persone

Le elezioni le vincono le persone
(ansa)

Ma chi le sceglie

deve dar loro

la possibilità

di essere libere

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Le elezioni le vincono le persone. Non i partiti, come accadeva nel secolo scorso quando i partiti contavano più dei candidati, né le coalizioni. Le elezioni in questo tempo di “personalizzazione della politica”, come diciamo ormai da anni, le vincono appunto le persone giuste: quelle che i cittadini conoscono, di cui si fidano, che hanno radici nel loro territorio. Ma, non meno importante: quando trovi la persona che ti sembra quella giusta bisogna che tu la lasci fare secondo i suoi criteri. Se no, cosa l’hai scelta a fare. Se no, diventa un burattino nelle mani di un burattinaio (o, peggio, di molti) e gli elettori se ne accorgono. Che sì, certo, quello è il nome proposto sulla scheda ma che in realtà quella persona è condizionata gestita ricattata — scegliete il verbo di volta in volta più opportuno — da qualcun altro: di solito, da chi c’era prima. Non ci può essere nessun ricambio, nessun rinnovamento dunque nessuna speranza che le cose migliorino se le persone indicate sono manovrate, in qualche modo costrette a seguire i criteri di chi le ha scelte, a patto che rispondano a loro. Questo vale per tutto, per la politica, per gli affari, per i progetti culturali, per la tv. Poi, non è detto che le persone “nuove” debbano essere giovani, l’età è un dettaglio, e soprattutto non è detto, anzi è proprio sconsigliabile, che siano incompetenti come per molto tempo è stato invece in voga. Nuovi perché estranei ai meccanismi complessi di gestione: non funziona. Anche di questo i cittadini si accorgono. È andata meglio a Genova con Silvia Salis, ora in Puglia con Antonio Decaro e in Campania con Roberto Fico. In Veneto con Alberto Stefani, trentenne, nuova leva della Lega. Non è stato facile, anche questa volta, perché il sistema di pesi e contrappesi, di correnti, di alleanze e di personalismi è un terreno minato sul quale puoi sempre saltare in aria. Lasciare, invece, che chi corre lo faccia col suo stile, col suo metodo e con le sue intenzioni. Funziona, quando succede.

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