Tra gli incredibili argomenti di conversazione di questa prima settimana dell’anno — sono trascorsi solo sette giorni, ne mancano trecentocinquantotto — c’è, da ieri, se si possa o non si possa comprare un Paese. Proprio comprare, nel senso di “aggiungi al carrello”. O per le vie arcaiche. Con emissari in carne ed ossa portatori di denaro in contanti, le famose valigette. Lo so che vi appassiona meno del caso Signorini-Corona, dei bambini del bosco ma credetemi, ha più significative conseguenze e finirà un giorno o l’altro per riguardarci. Un giorno che sembrerà accadere all’improvviso e invece bisognava stare attenti prima, poiché tutto quel che accade, quando accade, è già accaduto. Allora insomma. Marc Rubio, segretario di Stato americano, ha detto che la sua amministrazione sta lavorando all’ipotesi di “comprare la Groenlandia”. Tutto sommato, se ci pensate, è un imprevisto ritorno alla legalità a sole 48 ore dal rapimento del caudillo. L’idea di comprare è una specie di rassicurante rientro nei canoni: è quel che facciamo tutti dalla mattina alla sera, vendere e comprare. Uomini d’affari alla guida dei paesi, tutto ha un prezzo, eccetera. E’ il capitalismo, bellezze. Ora però. Ci sono cose che non si possono comprare. Alcune perché è impossibile — la felicità, l’amore, la resurrezione — altre perché è illegale più o meno ovunque — le persone — e lo so che succede ma non dovrebbe, è reato. Neppure i Paesi, di recente, si possono comprare. In epoche passate è accaduto, ma più di recente abbiamo tutti convenuto che no, non si può. Il governo danese, di cui la Groenlandia è colonia dal 1700, ha difatti confermato: non è in vendita. La Danimarca — ricordiamo insieme — fa parte dell’Unione europea e della Nato. Ora però, certo. Dipende dall’offerta. Non si può mai dire. Metti che un giorno Rubio dicesse ci interessa la Calabria per motivi di sicurezza, la dobbiamo trasformare tutta quanta in una base di lancio. Vi diamo tremila trilioni. Che fai, Giorgia? Non gliela vendi?
INVECE CONCITA
Parliamo di quanto costa un Paese
di Concita De Gregorio
La Groenlandia non è in vendita ma in fondo c’è un prezzo per tutto