INVECE CONCITA

Troppa grazia in questo brutto film

Nicole Minetti
Nicole Minetti 

Un groviglio

di intrecci

fra passato

e presente

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Troppa grazia. Più passano i giorni più la storia di Nicole Minetti somiglia a un brutto film in cui gli sceneggiatori abbiano esagerato in elencare vizi, corruttele, favori. In ordine sparso. L’associazione che fa da intermediaria alle adozioni già accusata, in passato, di aver sottratto i bambini alle loro famiglie e di averli assegnati in ragione del denaro. Il più odioso dei commerci, gente ricca che compra bambini da gente povera. La nuova vita, la cosiddetta redenzione: una giovane donna condannata per favoreggiamento della prostituzione (l’organizzazione delle famose cene eleganti di Arcore, il reclutamento delle ragazze) che, archiviato Silvio Berlusconi, trova un nuovo compagno, pure miliardario, e si trasferisce con lui in Uruguay. In un ranch, leggo, dove si svolgono cene elegantissime. Mettiamo sia un dress code. La pena da scontare, quella appena graziata per ragioni umanitarie, è compatibile con tappeti rossi, viaggi internazionali. Non proprio una sacrificata detenzione. Il nuovo compagno, il nuovo miliardario, è un Cipriani: la terza generazione, famosissima. La prima costruisce l’impresa, la seconda la consolida e rende celebre nel mondo, la terza eccola. Amico di Epstein, il discendente: forse avevano il catering in comune. Del resto non staremo qui a questionare sulle amicizie: il mondo è piccolo, se vai a cena all’Harry’s bar vuoi non ti capiti di fare due parole con il proprietario, cameratescamente. A New York, nei locali del nipote, ai tavoli ci trovi Epstein, a Venezia, dal padre, ci trovi Nordio. “Massimo una quindicina di volte”, ha detto il ministro veneziano di giustizia. Nordio nega di essere andato a trovare anche il Cipriani nipote in Uruguay, ipotesi formulata da Report: assolutamente no — ha detto. Ottimo, perché la richiesta di grazia della ex igienista dentale di Berlusconi è passata dai suoi uffici. Anzi, per l’esattezza da quelli di Giusy Bartolozzi, la cui iniziale ascesa politica si deve per combinazione proprio a Silvio. Tutto troppo, no?

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