La Campania o la faccia
di Michele SerraMa De Luca, di che partito è? A quale titolo, e per conto di chi, sbeffeggia Conte in un siparietto su Facebook che ha tutti i crismi del discorso istituzionale, il tricolore, lo stemma della Campania, la sua scrivania di Presidente, mica il tinello di casa sua?
È stato informato che il suo partito ha appoggiato fino all'ultimo il governo Conte? Ha una percezione anche vaga del fatto che prendendo per i fondelli il governo Conte, inevitabilmente prende per i fondelli anche il Pd? Nel caso non lo sapesse, c'è qualcuno, nel Pd, che può provvedere a informarlo che, se non gli sta bene quello che fa il Pd, può tranquillamente farsi il suo partitello da cacicco locale, così poi si vede, solo soletto, da quale scrivania potrà dire le prossime spiritosaggini? (Qualcuno deve avergli detto che è spiritoso: quel qualcuno non gli vuole bene).
Va bene non rimpiangere la disciplina di partito, ma questo casino nel quale ognuno si sente il meglio fico del bigoncio, francamente è diventato uno spettacolo penoso. Se non altro per una questione di stile, non essendo concepibile che proprio nel momento della caduta di un premier, uno che almeno teoricamente fa parte della maggioranza che appoggia quel premier, gli sputa in testa. Per la stessa parte in commedia, Maramaldo passò alla storia.
Se ancora esistesse un minimo rispetto per la forma, dentro il Pd e dentro la sinistra, uno più grosso di De Luca (ce ne sono tanti) lo prenderebbe per le orecchie e gli direbbe: o la pianti di fare il fenomeno, o te ne vai ad aprire bottega da qualche altra parte. Perdiamo la Campania? E pazienza. In compenso ritroviamo la faccia.