Nell'allegria generale
di Michele SerraSe trovate nella cuccia del cane, o in altri luoghi di vostra pertinenza, una mazzetta di banconote da cinquecento euro, per carità non ditelo a nessuno. Fate finta di niente e allontanatevi fischiettando. Oppure bruciatele. Usatele per un suggestivo collage. Se vivete vicino al mare, affidatele alle onde. Adoperatele come prezioso, insolito materiale per l'origami. Fatene una cerbottana e sparate piselli al vento. Rifoderateci un vecchio giubbotto da moto, la carta protegge dal freddo, quella filigranata magari è ancora meglio. Aggiungetele alle banconote del vostro Monopoli, saranno uno spiritoso plus per i vostri giochi da tavola, gli amici ne saranno gradevolmente sorpresi. Con una macchinetta fa-buchi e con un po' di pazienza, ricavatene dei festosi coriandoli per il prossimo Carnevale. Provate a farne compost, unendole alle bucce del cocomero. Sperimentate se, fatte in pezzi piccolissimi e aromatizzate con uno sciroppo scaduto, le formiche se le portano via.
Insomma non fate come i signori Montino e Cirinnà, che secondo legge e secondo coscienza hanno denunciato il ritrovamento dello sconosciuto bottino alle autorità; ricavandone in cambio sghignazzi, sospetti, prese per i fondelli, insulti assortiti, spiritosaggini innescate da una evidente aggravante geopolitica (si tratta di una coppia di politici e la cuccia del cane, con annessa casa, è a Capalbio). È quella che si chiama esposizione mediatica, abbastanza simile, in parecchi casi, al destino dei pupazzi del tiro a segno nei luna-park, o col fucile a pallini o a pallate di gomma dura sono il bersaglio di un sacco di gente, nell'allegria generale.
Ora si legge che i due bersagli di turno si sono rivolti a un avvocato, per vendicare le offese e le illazioni di molti che alla vicenda hanno dedicato qualche secondo del loro tempo e qualche sputacchio del loro repertorio. Ma no, dai, lasciate perdere gli avvocati, volete per caso rovinare il clima spensierato nel quale si consumano questi simpatici riti collettivi?