Chi dobbiamo ringraziare
di Michele SerraSe c'è una cosa nella quale abbiamo smesso di sperare da tempo è la cosiddetta "verità sulle stragi". Storie di ormai mezzo secolo fa, anno più anno meno. A partire dalla madre di tutte le stragi, che è quella di piazza Fontana. A proposito della quale, nei temi scolastici, ragazzi ignari oggi scrivono: sono state le Brigate Rosse. Ora pare che da molto in alto - Palazzo Chigi - arrivino segnali di una nuova volontà politica, in materia di "verità" su quella feroce stagione. Per esempio (notizia di ieri) con la sostanziale avocazione proprio a Palazzo Chigi del compito di desecretare le carte sepolte da decenni. Se non un colpo di mano, un forte colpo di timone per dire: nessuno si illuda di potere insabbiare per l'eternità. Non sappiamo se l'eventuale cambio di rotta dipenda dal fatto che quasi tutti i burattinai di quel macello ormai sono morti; oppure è morto il contesto politico che generò quei fiumi di sangue, quell'omertà, quelle ributtanti complicità tra uomini dello Stato (dipendenti pubblici: infami traditori della Repubblica) ed eversione fascista. Sta di fatto che qualcosa, forse, sta accadendo per davvero. E se questo qualcosa davvero dovesse accadere, dovremo rendere grazie, prima di tutto, alle varie associazioni dei familiari delle vittime che con tenacia inaudita, mentre tutto pareva sepolto per sempre, hanno preteso verità per i loro morti. Ecco un caso in cui davvero "dal basso", da persone comuni, da cittadini senza altro potere che sentirsi per davvero cittadini, la democrazia ha resistito, è sopravvissuta alla menzogna, al tradimento, al cinismo politico. Comunque vada a finire: familiari delle vittime, grazie, grazie, grazie.