La strana destra senza borghesia
di Michele Serra"Abbiamo sbagliato i candidati" rischia di diventare un bell'alibi, per il centrodestra. Perché se li sbagli tutti (con l'eccezione, forse, di Torino) vuol dire che magari lo sbaglio sei tu. Per dirla in modo più forbito, significa che una coalizione paurosamente sbilanciata a destra, con un centro così esile e per giunta berlusconiano, ha ben poche speranze di attrarre quel famoso "elettorato moderato" che, dicono i dotti, decide le elezioni.
Facciamo un ripasso, che serve sempre. Siamo l'unico Paese d'Europa con ben due partiti sovranisti: l'estrema destra di Meloni e la Lega a trazione salviniana, con i suoi Giorgetti e i suoi ministri fin qui zitti e buoni sotto il tallone di un leader siffatto. Questi due partiti compongono la quasi totalità del centrodestra. Forza Italia ne è una estenuata appendice, né la recente svolta europeista e liberale del suo anziano capo (fondatore del populismo italiano) sembra poter competere, anche solo vagamente, con il carisma e la potenza politica di Mario Draghi, lui sì incarnazione dell'Europa liberal-democratica.
E dunque, dove può trovarli, una coalizione del genere, i candidati moderati e autorevoli, i Beppe Sala, i Calenda e i Gualtieri di centrodestra? Dopo anni di scemenze demagogiche sui radical-chic delle Ztl, capiscono o non capiscono, i capoccioni populisti, con il loro entourage di editorialisti e di conduttori televisivi urlanti, che un bel borghesone del centro storico, moderato, liberale, europeista e addirittura democratico, per loro sarebbe la salvezza? È ancora da dimostrare che la sinistra abbia perso il popolo; ma è totalmente vero che la destra populista ha perso la borghesia e con essa le città. E il centro non solo storico.