Viva il partito sanguisuga
di Michele SerraLe voci di un eventuale partito No Vax vanno accolte con un certo favore. I sondaggisti lo danno intorno al 5 per cento, e sarebbero tutti voti sottratti a Meloni (soprattutto) e a Salvini, più qualche coccio raccolto dal collasso dei cinquestelle e qualche particola dell'ultrasinistra, alla perenne ricerca della propria miniaturizzazione. Dunque se incontrate per strada il professor Mattei, che assicura di non riuscire più a fare la spesa a Porta Palazzo perché tutti lo fermano per invocare la mobilitazione generale contro il Sistema, mi raccomando, unitevi al capannello, e incitatelo anche voi a perseverare. "Guardi professore, lo sa di che cosa si sente disperatamente il bisogno, per salvare l'Italia? Di un partito No Vax, specie se sarà lei a guidarlo. Non ci deluda, scenda in campo". Certo, nel caso che il nuovo partito superasse i vari quorum e soglie di sbarramento, i commessi di Camera e Senato avrebbero a che fare con un drappello di difficile contenimento, vedi l'energumena romena in grado di sequestrare, da sola, una intera troupe televisiva. Ma il colpo alla destra "anti-sistema" sarebbe notevole, anche perché, per quanto bizzarra sia la composizione ideologica del sovranismo (da Radio Maria ai nibelunghi al Papeete c'è dentro veramente qualunque cosa), un apparentamento politico con i No Vax, malgrado il compatto sostegno di Porta Palazzo, richiederebbe la perizia psichiatrica. Va seguito dunque con simpatia l'impegno politico del professor Mattei. Potrebbe portare alla nascita di un partito sanguisuga, che a differenza del partito civetta non ha alcun secondo fine. Si limiterebbe a dissanguare la destra lasciando indenne la sinistra, che come è noto, essendo conformista, è serenamente vaccinata.