La democrazia è plurale
di Michele SerraStando ai sondaggi, gli elettori cosiddetti "antisistema" di Mélenchon non voteranno in maggioranza per Marine Le Pen, e anzi daranno parecchi voti (tra il 35 e il 40 per cento del loro totale) a Macron proprio in funzione anti-Le Pen. Una quota più o meno equivalente intende astenersi, e meno del 20 per cento, una minoranza non determinante, dichiara di voler confluire sulla candidata di destra. La ragione è abbastanza semplice. Mélenchon, piaccia o meno, è quanto rimane della sinistra francese, più qualche languente candidatura ecologista e socialista e le incredibili, e a questo punto rispettabili, reliquie trotzkiste. E gli elettori di sinistra, per quanto radicali, preferiscono evitare che vinca la destra. Non amano Macron, ma non vogliono l'estrema destra all'Eliseo. Se vogliamo chiamarlo antifascismo, con tutte le approssimazioni del caso, non sbagliamo di molto. Funzionò, in Francia, anche in precedenti occasioni. Se ne giovarono Chirac e lo stesso Macron, "salvati", benché non di sinistra, dal sostegno dei francesi di sinistra per evitare che il Front National vincesse. L'idea che esista un'area "antisistema", di destra e di sinistra, disposta a coagularsi "contro la democrazia", è un fantasma del radicalismo liberale, che si considera unico concessionario dei valori democratici (abbiamo l'esclusiva!). Non è così. Le persone di sinistra hanno valori e sentimenti molto diversi dalla persone di destra, e viceversa. E questa differenza è così notevole da rendere insensata l'idea che davvero esista una generica area "antisistema" che ha l'unico scopo di rovesciare la democrazia. La democrazia, si diceva una volta, è plurale. Il monopolio del centro non è previsto.