L'amaca

di Michele Serra

L’autore dà voce alla sua ormai storica rubrica quotidiana. Nemmeno lui ha ancora capito se si tratti di una forma di schiavitù o di vanità... Dal martedì alla domenica, il podcast di Michele Serra su Repubblica.

La libertà dello sciacallo

Ormai, nel girovagare quotidiano tra le notizie online, faccio lo slalom (un percorso accurato, caparbio) per evitare i tanti video di scontri verbali, polemiche insolenti, risse televisive. È un genere che già in tempi normali umilia e disgusta, ma adesso che la morte e il dolore hanno una evidenza quotidiana, questi rissanti a rischio zero mi sembrano i parassiti di una tragedia molto più grande di loro, in groppa alla quale provare il brivido della storia restando però bene al riparo dai suoi colpi. Cerco anche di limitare il dosaggio delle immagini di guerra - ben altro format - perché vederne troppe mi fa sembrare osceno il consumo compulsivo della morte altrui, e le mutilazioni, le case diroccate, le città sventrate. Cerco scampo, come in un riparo di fortuna, nei rari luoghi immuni dalla guerra e dal dibattito sulla guerra. Le notizie sulla natura, per esempio: non me ne perdo una. Ho visto tre volte il filmato dello sciacallo dorato ricomparso da qualche anno in Italia (proveniente da Est) e da qualche mese stabile nell'Appennino Parmense, dove è stato ripreso da una videocamera nascosta. Ho perfino temuto - cliccando tre volte sulla stessa notizia - di incrementare incautamente la popolarità di quel canide schivo e leggero, con il muso aguzzo del lupo e la coda gonfia della volpe, che vive bene, come molti animali selvatici, quanto più lontano da lui rimane l'uomo. Mi sono sentito sciacallo pure io prendendo atto che in certi giorni anche la mia navigazione online tende a evitare, in ogni sua forma, la presenza umana.

L'ascolto è riservato agli abbonati premium

  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/l-amaca/2022/05/04/audio/la_liberta_dello_sciacallo-423002152/

Gli altri contenuti della rubrica - L'amaca