Una fase di transizione
di Michele SerraLe polemiche sulle molestie sessuali (alcune molto pesanti, altre solamente molto volgari) al raduno degli alpini andrebbero, come dire, "dealpinizzate". Perché il problema non sono gli alpini, sono i maschi. Se tu ne concentri così tanti in una sola città, per giunta in quel clima di vacanza cameratesca, con la bottiglia che incombe come un totem, a molti di loro il cervello va in pappa. Anche trecentomila commercialisti, o impiegati postali, o ragionieri, o calciatori, lascerebbero, tra tanti bei ricordi, qualche pessima traccia della loro invasione. Troppa concentrazione di testosterone in un solo punto, anche se l'età media non è più verde: vale, in quel caso, la memoria del testosterone. Certo, l'educazione del maschio non è mai stata un punto di forza della vita militare. La famosa "cultura da caserma" non può essere adoperata come paradigma di educazione civica almeno da mezzo secolo. E bene faranno, le autorità militari, a riflettere sull'accaduto. Ma anche fuori dalle caserme l'idea che ululare alle donne - nella migliore delle ipotesi - sia una manifestazione di simpatia, è molto radicata. E radicata vuol dire che affonda nelle generazioni, da ben prima che le penne nere si adunassero. Molti maschi di homo sapiens, anche non alpini, ritengono che mostrare vivo apprezzamento per la presenza femminile, emettendo rumori, allungando le mani e in casi estremi mostrando i genitali, sia qualcosa che la femmina gradisce assai. Così effettivamente accade, secondo gli etologi, tra gli oranghi. Il maschio di homo sapiens è ancora in una fase di transizione. Speriamo che acceleri.