Paura del presente, non del passato
di Michele SerraIl fascismo non è più Mussolini e la Marcia su Roma, il fascismo è l'assalto dei trumpiani al Campidoglio, è il complottismo paranoico e purificatore di Qanon, è il suprematismo bianco, è il suprematismo russo di Putin e del patriarca Cirillo, è il puritanesimo reazionario che vuole imporre la Bibbia e il creazionismo nelle scuole americane, gemello del jihadismo per fanatismo e volontà di oppressione e di falsificazione. È l'odio per la democrazia e la laicità (valori non separabili) che diventa attivo, e cattivo.
Se c'è preoccupazione per la probabile vittoria delle destre in Italia non è perché si paventa il ritorno del passato. È perché spaventa il presente, che produce articolazioni proprie dell'intolleranza liberticida. Dunque ci si domanda, legittimamente, se un governo di destra alzerebbe o abbasserebbe le barriere contro questo genere di fascismo, quello del 2022. Avrebbe gli strumenti culturali e politici per isolarlo, o al contrario sarebbe indifferente alle nuove forme dell'odio, o addirittura ne sarebbe permeabile?
Il ragazzetto americano che ha fondato un sito che perseguita i transessuali fino a stanarli nei loro nascondigli, fino a indurli al suicidio, e sventola sorridente la Bibbia come un mitra, quello è il fascismo dei nostri tempi; tanto quanto il Traini di Macerata che sparava agli africani per bonificare la Patria dalle razze impure; tanto quanto il Salvini che, da ministro degli Interni, andò a esprimere solidarietà in carcere a un imprenditore che aveva fatto inginocchiare un ladro di gasolio e gli aveva sparato nel petto. È successo due anni fa, non nel 1921. Si discute e ci si divide sul presente, non sul passato.